domenica 19 novembre 2017

Poca roba, anche meno

Kiave di lettura n° 262
Campionato - 13^
SPAL - FIORENTINA = 1-1
GOAL: Paloschi, Chiesa
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Bella uscita bassa su Borriello ad evitare il raddoppio
Gaspar 6
Tra i meno peggio nel primo tempo provando a spingere, sparisce un po' nella ripresa pur provandoci sempre
Pezzela 5,5
Forse la prima partita insufficiente da quando è a Firenze, solita grinta ma in ritardo sul gol e con quel cartellino si limita tutta la partita
Astori 5+
Da capitano prova a tirare su la squadra ma è poco presente ed in difficoltà anche contro un attacco modesto (due falli emblematici a limite dell'area su Floccari e Paloschi)
Maxi Olivera 4,5
In sofferenza dopo dieci secondi, primo tempo da dimenticare
Benassi 5
Sparito rispetto alle ultime uscite
Sanchez 5
Ci mette grinta ma non basta, giocate quasi imbarazzanti da regista
Veretout 5
In tremenda ombra
Chiesa 6,5
Confusionario, corre in molti momenti sembra voler far tutto da solo ma è l'unico salvagente a cui affidarsi e per fortuna trova un gol che vale il pareggio
Simeone 5
Inesistente fino alla chiusura del triangolo con Chiesa, da lì un po' si rianima ma poca roba
Gil Dias 5+
Prova qualcosa ma regolarmente sbatte sugli avversari, la volontà c'è. Nella ripresa con quattro mete mette fine alla sua partita
Babacar 6
Entra nella ripresa e in quattro minuti si merita la sufficienza con l'unico tiro in porta per circa 80 minuti
Saponara 5,5
Non entra in partita, non toccando praticamente palla fino al mezzo recupero per Chiesa sul gol
All. Pioli 5
Materiale scarso, siamo tutti consapevoli. Ma il gioco è praticamente nullo e di fronte c'era la Spal non Roma o Juventus..
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Olivera
LA PARTITA
Dopo la delusione "preventivata" dell'ultima partita pre-pausa nazionale e dopo la sorpresa tanto gradita dell'eliminazione per mano svedese della stessa ridicola squadra azzurra, ritornava il campionato ed arrivava la novità di Ferrara con la visita alla Spal di Semplici, fiorentino doc. 
Senza Badelj, Thereau e Laurini i cambi erano "obbligati", a sinistra invece Olivera gioca per scelta tecnica. Tutto da vedere con che spirito, sostituti e titolari si sarebbero ri-affacciati a questo campionato. Dopo dieci secondi Olivera viene doppiato da Lazzari sulla fascia (poi il cross non produce effetti) e tutto lascia intendere che da quella parte non sarà una domenica facile. In realtà è l'unico sprint degno di nota per circa una mezz'oretta, dove si conta solo una punizione che spiove in area viola e per poco Felipe non regala la nuova puntata della legge dei gol subiti da calciatori impossibili. Dopo, poco da segnalare fino ad un triangolo Gil Dias/Chiesa insistito che porta ad una carambola sul palo di Simeone ed al gol di Chiesa; ma il tutto in realtà era a gioco fermo per fuorigioco del portoghese.
Poco altro fino a quando l'impossibile suddetto diventa quasi "REALTA' E C'E' CHI NON SBAGLIA MAI" sottoporta e ne approfitta. Felipe ci riprova, stavolta prende il palo, mentre Paloschi ci riesce, a porta vuota, e colpisce. Spal in vantaggio e noi sbandiamo tanto che tocca a Sportiello con un'uscita bassa su Borriello evitare il raddoppio. All'intevallo è un misto tra "mah" e "boh".
Si ricomincia con Baba per Olivera (tra i peggiori, anche se è una bella lotta..."giocare in quattro l'è dura" "chi sarebbero i quattro?" "in effetti") e subito Baba fa qualcosa che era stato ignoto per tutto il primo tempo: tira in porta e para bene Gomis. Sembra l'inizio di qualcosa di buono ma in realtà, tranne Chiesa che vince "tre rimpalli come giocata migliore" e spara non lontanissimo dal sette ed un tiro di Sanchez respinto da un difensore, è tutto molto simile al primo tempo. Qualche meta di Gil Dias poi sostituito, Chiesa che insiste a far tutto da sè, Simeone che fa chiedere "ma indol'è? Deve essere alla Guerrina". Questo mix fa davvero credere che rimetterla in sesto è roba dura. Invece a dieci dalla fine Saponara dà un segno di vita, la tocca a Chiesa che fa da sponda con Simeone e pareggia. Si accende una partita che sembrava morta con lo stesso Chiesa che provoca l'espulsione di Oikonomu e con Simeone che sembra in qualche modo "vivo". Ma è tardi e finisce 1-1.
Onestamente poca roba. Quando dopo le sconfitte di Chievo e Crotone arrivi a Ferrara e giochi una partita del genere non può più essere un caso. Primo tempo inguardabile con due terzini (scusate per il termine forte) come Gaspar ed Olivera che per caratteristiche ti costringono a cambiare schema dopo dieci minuti perchè non tieni e ti tocca mettere la squadra a tre dietro contro la Spal che onestamente è sembrata volenterosa ma davvero pochissima roba (tanto da far chiedere "ma come s'è fatto a prendere gol?"). Nella ripresa trovi il primo tiro in porta dopo tre minuti e il successivo a dieci minuti dalla fine. Gioco non se n'è visto, mentre si sono visti tanti giocatori meritevoli di insufficienze nette. Lo schema di gioco che cambia dopo dieci minuti, lascia intendere che qualcosa è andato storto nella programmazione di una partita non impossibile, per di più dopo quindici giorni di "studio". Sposti a quattro il centrocampo con due terzini esterni (svuotandolo di peso e sostanza) e Gil Dias che è esterno lo metti dietro le punte con il Cholito spento peggio di una candela e Chiesa che punta non è. Il materiale a disposizione sarà anche poca roba, tutti consapevoli, ma mi pare che in questo momento anche l'idea di squadra-gioco-identità sia poca e lo dico basandomi su partite onestamente ampiamente alla nostra portata. Viviamo di strappi e su uno di questi Chiesa ha preso un punto. Il baby figlio d'arte insiste troppo sulle azioni individuali, ne azzecca poche ed è troppo nervoso, ma è l'unico in questo momento che ti lascia sperare in qualcosa e nella totale assenza degli altri , come fai a fargli le pulci? A Ferrara si poteva e doveva fare di più e meglio per ripartire con un piede diverso. Bastava, azzardo, fare qualcosa. Ed invece.....poca roba, anche meno.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ritmo ritmo ritmo, giusto la macchina...certo se il Cholito l'è uno dei meglio..."

lunedì 13 novembre 2017

A come Apocalisse e come Accenti

Kiave di lettura n° 261

...
"Apocalisse"
"Catastrofe"
"Dramma"
"Macchia indelebile sulla carriera"
"Impossibile pensare altro, ci qualificheremo"
"L'ultimo mondiale e mi ritiro"
"Col cuore e con la tecnica"
"Morire sul campo"
"Andremo ai mondiali"
"Rispetto per gli avversari ma siamo più forti della Svezia"
"San Siro ci prenderà per mano"
"Impossibile un mondiale senza Italia"
...
E poi alla fine 
E "TUTTI LA LA LA LA LA LA LA ...LA LA LA LA LA LA LA...." ma soprattutto...
foto di Passione Fiorentina

lunedì 6 novembre 2017

A mezzo


E' già da un po' che non "sento" più le notizie che arrivano dalla politica. 
Però.
Oggi devo davvero fare i complimenti al Movimento Cinque Stelle. Perchè nella giornata di un tonfo epico del PD in Sicilia con percentuali da prefisso, forti tra l'altro dell'alleanza con il partito dallo ZeroVirgola di Alfano, cinque secondi dopo questa clamorosa sconfitta, gli esponenti M5S sono riusciti nell'intento di dare argomenti nuovi allo stesso partito democratico per svicolare dalla disfatta. Non solo, non contenti sono anche riusciti a dargli elementi per fare quasi (quasi...non esageriamo) bella figura, disertando il confronto TV di domani richiesto da loro stessi, organizzato da loro stessi, preteso da loro stessi.
Grillo un tempo avrebbe commentato qualcosa del tipo "sono come quelli che fanno a mezzo, uno perde rovinosamente e l'altro gli dà elementi per parlare d'altro ed addirittura per far bella figura". Un tempo.

Provato a metà

Campionato - 12^
FIORENTINA - ROMA = 2 - 4
GOAL: Gerson, Veretout, Gerson, Simeone, Manolas, Perotti
LE PAGELLE
Sportiello 5,5
Non perfetto sul secondo e terzo gol, salva su Dzeko nel primo tempo e Perotti nel finale
Gaspar 5,5
Nel finale crolla e regala il quarto gol alla Roma
Pezzella 6
L'unico sul pezzo per novanta minuti, pur faticando in alcuni momenti
Astori 5,5
Nella ripresa soffre Dzeko e non sembra al meglio
Biraghi 5
Fa diventare Gerson un'ala imprendibile. Mezzo punto in più per il bell'assist per Simeone
Benassi 5,5
Corsa, tanta ma poco, poco altro
Badelj 4,5
Propizia il gol iniziale della Roma e non becca più un passaggio nemmeno di pochi metri
Veretout 6,5
Corre, dà sostanza e trova un gol notevole. Tra i pochi a salvarsi
Gil Dias 5,5
Assist importante a Veretout poi si perde fino ad uscire
Simeone 6--
Voto difficile, bel gol ma poi non tiene una palla che sia una e non è più pericoloso
Chiesa 6+
Primo tempo fatto di strappi ed un'occasione che centra il palo. Cala nella ripresa ma il cambio è poco comprensibile
Babacar 5,5
In difficoltà sulla fascia trova uno spunto concluso debolmente
Sanchez 6-
Porta legna in mezzo al campo
Esseryc 5,5
Entra poco in partita tranne un buon passaggio
All. Pioli 5,5
Primo tempo la squadra resta in gara poi secondo tempo praticamente scomparsi e cambi...."un po' così"...
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA:
Serviva un'impresa, lo sapevamo. Giocavamo contro una delle quattro squadre di un'altra categoria (più due adesso comunque più forti di noi) e già sapevamo che sarebbe servita una prova "perfetta" o quasi. Purtroppo la cabala da "storia fiorentina" portava tutti gli indizi verso Gerson. Esterno, mai in gol, era scritto. Tanto che prima di cominciare mi sento di avvisare l'inviato romano "guarda gerson eh". Ed infatti, quattro minuti ed il suo primo gol in A arriva, comodo comodo con Biraghi che sta a guardare. "Unnò dovrebbe mica fare" direbbe il capitano ed infatti 'undovrebbe, ma tant'è. Ancora da capire se Gaspar può far danni e se Gil Dias può essere meno fumoso del solito e siamo già sotto, ancora da capire se possiamo sperare in un recupero che Gil Dias lascia la sua etichetta di "bellino ma inutile" per piazzare un grande assist per Veretout e siamo 1-1. "La comincia ora" ci diciamo ed in effetti la squadra sembra crederci di più anche se serve un gran Sportiello su Dzeko per rimanere in piedi. L'acqua ci fa compagnia con scrosci "GENEROSI LI' SEMPRE LI'" in quella curva che vede di nuovo Gerson sembrare Garrincha e piazzare un tiro che riporta la Roma davanti. Sembra durissima adesso, fino a quando sentiamo pronunciare la stessa frase di qualche domenica fa: "io mi assento un attimo" con quell'accento fiorentin/brasiliano dal nostro personale RomulEnry. Sale la fiducia e così addirittura Biraghi piazza un cross perfetto per Simeone che stacca perfettamente: 2a2. Chiesa ci crede più di tutti, punta la difesa e ci prova, ma trova Alisson e palo e così all'intervallo si va sul pareggio.
Rientriamo in campo spenti e dopo pochi minuti siamo di nuovo sotto. Da un angolo palla in area piccola, spalla di Manolas, Sportiello poco reattivo e sono tre gol giallozzozzi. Non riusciamo ancora a crederci e la squadra sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda. Mentre l'acqua comincia ad essere insistente, speranze e fuochi di reazione vengono pianopiano spenti del tutto. Gil Dias non trova lo spunto, il Cholito fa poco o niente, confidiamo sempre e solo nello spunto di Chiesa che però è in calo. Arrivano i cambi e riguardano un Badelj poco guardabile ed infortunato e lo stesso FedericEnrico tra l'incredulità di tutti. Non siamo praticamente più pericolosi se non per qualche giocata sbagliata che lancia il contropiede avversario e da uno di essi Perotti scherza Gaspar e fa la chiusura temuta. 2 a 4.
Non era la partita più facile con cui ripartire dopo Crotone, sapevamo che era un'avversaria di un'altra categoria e che veniva a Firenze per proseguire una corsa non alla nostra portata. Per un tempo abbiamo retto, ma le partite durano due tempi. La cosa triste è aver smesso di giocare e sentire quasi un coro di "in fondo era la Roma" come a giustificare quattro gol presi in casa e quarantacinque minuti di assenza. Certo, per carità, era la premessa iniziale ("serviva un'impresa"). Però. Anche le avversarie più forti possono essere battute e noi ci abbiamo provato solo per quarantacinque minuti. Peccato. Davvero. Così come è un peccato vedere sempre di più confermato quella sensazione di arrendevolezza di fronte all'evidenza di una squadra che da possibile "agganciata" all'Europa sta scivolando in una metà classifica un po' anonima. Questo ancora di più, Peccato con la P maiuscola. Adesso pausa nazionale, tanto per rimanere in tema di notizie belle (SIGH doppio).
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Gerson? Dio Bono, capocannoniere da anni..."

sabato 4 novembre 2017

Una splendida disobbedienza

Kiave di lettura n° 260

Questo fine settimana, nuova puntata e nuovo volume da aggiungere sulle mensole della mia personale libreria. Ecco quindi la Kiave di lettura di questa settimana
ANDREA FRANZOSO - "Il Disobbediente" - Paper First
Da quando il Fatto ha fatto nascere una nuova casa editrice, Paper First, quasi in automatico e "sulla fiducia", ad ogni pubblicazione il giornalaio da cui ogni mattina faccio tappa, mi aggiunge il libro al quotidiano. Molte volte, sono sincero, ho solo sfogliato le pagine dei libri, rimandando la lettura a momenti successivi, preso magari dal libro di altro genere già in lettura.
Gli argomenti dei libri editi da Paper First sono (quasi sempre) quelli di inchiesta e di denuncia che caratterizzano il giornale sin dalla sua apertura e che vengono approfonditi in modo accurato e dettagliato che un libro necessita. Non sempre quindi c'è la testa e la voglia giusta per una lettura che quindi troppo leggera non è mai.
Per "Il Disobbediente" invece la mia attenzione è stata subito catturata dalle prime pagine, tanto da leggerlo con attenzione e in tempi rapidi. La storia arriva dritta per dritta essendo raccontata da chi l'ha vissuta sulla propria pelle e che ammette di aver scritto questo libro in buona parte "...per rileggere ciò che ho vissuto e riflettere su un'esperienza che mi ha segnato forse per sempre...".
Lo scrittore/protagonista infatti decide di non limitarsi a seguire solo a parole le frasi tipo "ITALIA CHE SI FA O SI MUORE" che tanto riempiono la bocca a molti politici/imprenditori/cittadini, ma banalmente/coraggiosamente cerca davvero di FARLA. In che modo? In quello più ovvio ma anche più rivoluzionario: facendo con professionalità e senso civico il proprio lavoro. Da dipendente addetto ai controlli sui conti di Ferrovie Nord Milano (società a stragrande maggioranza pubblica) si accorge che il presidente destina ai fini personali soldi pubblici. Abiti firmati, viaggi, giochi d'azzardo e un totale di multe private "prese" con mezzi aziendali da far vergogna anche solo a leggerlo (circa 180 mila euro tra presidente e famiglia). Così decide di segnalare internamente la cosa ma non ottenendo nessun risultato se non una cosa del tipo "...impara a farti gli affari tuoi...ecco è proprio questo modo di pensare che odio...è questo il veleno..." decide di passare la denuncia alle autorità. La denuncia sa bene che gli comporterà danni e conseguenze, ma decide comunque di affrontare tutti i passaggi necessari ed in un primo momento di clamore tutti sembrano osannarlo tanto da chiedersi "...dov'era tutta questa gente fino a ieri?..." ma nel tipico sport del carro dei vincitori appena le conseguenze si materializzano per Franzoso anche l'improvvisa vicinanza dei colleghi sparisce. Demansionato ed abbandonato dagli stessi colleghi che lo osannavano vive sulla propria pelle quello che era prevedibile ma che non per questo fa meno male. Nel libro analizza tutta la vicenda lasciando poco spazio a vicende processuali ma aprendo invece la penna allo stato d'animo che lo ha spinto a tutto questo "..ho sentito forte un'esigenza di giustizia, tutto qui..." ed ad un'analisi della propria situazione "..ma è peggio se nella vita non si ha niente o nessuno per cui valga la pena perdere tutto..." per concludere che quella storia scritta inizialmente per sè non alla fine del racconto non è più tale "..la mia storia non è più mia...".
Dimostra, nelle pagine che scorrono bene e si leggono con interesse senza cadere in racconti pietisti e senza la minima intenzione di autodefinirsi eroe, che quel che era solo un rispetto del proprio ruolo e della collettività diventa un atto che diventa straordinario da un lato e meritevole di punizione dall'altro. Dando così la più forte definizione non tanto di se stesso ma della società in cui viviamo.  
BIGNAMI: nella prefazione, Gian Antonio Stella usa questa frase di Martin Luther King "..ci pentiremo non solo per le parole e le azioni odiose delle persone cattive ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone". Mi sembra perfetta per inquadrare il libro e dargli le cinque stelle su cinque di valutazione che merita.

domenica 29 ottobre 2017

Occasione buttata

Campionato - 11^
CROTONE - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Budimir, Trotta, Benassi
LE PAGELLE
Sportiello 6-
Sicuro nelle uscite, sui gol non colpevole ma neanche il tentativo del "miracolo"
Laurini 5
Sul primo gol resta a guardare la giocata di Trotta, in generale in sofferenza
Pezzella 6
Meno brillante del solito ma il più sicuro dietro, considerando che gioca per un tempo da solo in difesa
Astori 4,5
Si perde Budimir sul primo gol, regala palla a Trotta sul secondo. Primo tempo di totale confusione rischiando anche l'autogol, secondo tempo con meno danni ed un salvataggio finale notevole.
Biraghi 5
Poco pimpante e propositivo, in sofferenza in copertura
Benassi 6+
Fino al gol praticemnte nullo, trova il gol che riapre la partita poi torna nell'anonimato nella ripresa e si sacrifica da terzino quando entra Baba
Badelj 5
Praticamente mai in partita
Veretout 5,5
Lavoro oscuro, solita corsa ma molto impreciso
Chiesa 7+
Grinta, corsa, una traversa e le giocate con la palla che scotta sono soltanto sue. Tre possibili assist non sfruttati da Simeone e Babacar. Il più per la differenza con il resto della squadra
Simeone 5
Due buoni palloni di Chiesa non sfruttati, nullo nel tenere palla e nel proporsi
Esseryc 5-
Pari al livello della squadra del primo tempo, molto insufficiente e praticamente non pervenuto
Gil Dias 5+
Per venticinque minuti sembra che non sia neanche entrato, un paio di giocate accennate, poco altro.
Maxi Olivera 5+
Inizialmente si propone anche abbastanza bene poi scompare rischiando anche il rosso
Babacar 5+
Crea scompiglio in area e si muove, ma rischia l'espulsione e non sfrutta un'occasione che poteva portare al pari
All. Pioli 5
Nel primo tempo la squadra merita anche un passivo maggiore, migliora nella ripresa ma di poco. Poco comprensibile il cambio di Olivera, che toglie una carta da giocarsi a partita in corso. I cambi danno poco o niente.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore:Astori
LA PARTITA
Il trittico delle partite in una settimana si concludeva oggi a Crotone, dopo il sei a zero cumulativo rifilato a Benevento e Torino. Per la terza partita, quella a detta del Mister dove "pesa di più la fatica e il calo di tensione" la squadra si presenta con la stessa formazione degli altri due match con il solo cambio di Esseryc al posto dell'infortunato Thereau in una sorta di 4-3-3. Il Crotone ci mette più grinta, voglia e logica; siamo molli e non riusciamo a distenderci mai. Dopo un quarto d'ora sostanzialmente di niente, i padroni di casa ci mettono comodamente in un angolo con la gentile collaborazione di 3/4 della nostra difesa. Laurini dorme su Trotta, Astori su Budimir e rete. Astori "migliora la sua gara" con un passaggio a Trotta che si invola e batte Sportiello. 2-0 al ventesimo. Il Crotone, senza aiutini nostri, non si rende più pericoloso se non con un paio di cross da angolo e qualche tiro centrale dove Sportiello non si allinea ai compagni e si fa trovare pronto. Davanti siamo spenti ed anche l'unica nostra arma Chiesa si accende solo a tratti. Poi dal niente o quasi, Benassi trova lo spunto giusto ed il gol che in qualche modo tiene aperta una partita che sembrava dover finire a favore del Crotone con un punteggio ancora più largo. Primo tempo che si chiude sul 2-1 e visto come poteva andare vien da dire "questa partita alla fine la si vince" (cit). Il mister cambia e mette Gil Dias ed Olivera sostituendo Esseryc e Biraghi, anche se per quanto visto nel primo tempo i cambi dovevano essere 6/7. Sembra che arrivi un po' di scossa ma in realtà a giocarsela ed a crederci c'è solo il 25 che, pur eccedendo in certi momenti in nervosismi o giocate eccessive, rischia, ci prova e ci porta avanti. Una traversa piena, due giocate che portano Simeone e Baba (entrato a metà ripresa per Laurini) ad avere la palla buona per il gol del pareggio ma soprattutto ogni pallone che scotta passa dai suoi piedi. Niente da parte degli altri, che si limitano a non essere più dannosi come nel primo tempo o a buttarsi "tutti in avanti" quando "LE REGOLE SONO SALTATE" negli ultimi minuti, riuscendo a far salire anche Sportiello e non crossare sull'ultimo angolo. Un po' TROPPO poco. Finisce con una meritata sconfitta.
Come spesso accade alla Fiorentina, al momento del possibile "scalino in più" ci fermiamo ed inciampiamo. Niente disfattismi, niente processi. niente "tutto nel cesso". Ma alcune cose saltano agli occhi. Non tanto il fatto che nell'annunciata partita più pericolosa/faticosa del trittico di gare non sia stato fatto un cambio che sia uno, cosa pur da valutare. Parlo di altro. Ad esempio di come, per costruire gioco, siamo legati mani e piedi alle lune di un discreto mediano croato che da due anni ci porta in giro con la voglia di andare in una squadra più forte. Fonti alternative di gioco non se ne vedono. E la sensazione altrettanto pesante è che davanti, in molte occasioni, sembriamo dipendere dalla grinta e dall'elettricità del meraviglioso diciannovenne che pur forte non può essere l'unica nostra arma. Senza disfattismi, ma credo che questi due fattori debbano essere presi in considerazione.
Per il resto, non c'era da esaltarsi dopo tre successi, non c'è da deprimersi dopo una (pesante) sconfitta. Si riparte.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...secondo te, in base al livello della partita, siamo più influenzati noi o il Crotone?..."

Uno spettro pieno di luce

Kiave di lettura n° 259
Ritorno all'antico, sia per la Kiave di lettura che allarga il mio personale Katalogo, che per la scelta dell'autore da inserire nella stessa. Ed allora ecco la mia personale recensione di:
JO NESBO - "Lo spettro" - Einaudi
Ormai è diventata una sorta di abitudine quella di comprarmi  prima delle  vacanze "la puntata" della serie di Harry Hole e con quella accompagnare le mie ferie estive. Il grado di certezza ormai è testato negli anni e la compagnia del commissario norvegese dalla doppia H rende la lettura estiva mai banale e sempre intrigante. 
Il "NUMERO ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" delle sfaccettature che ogni libro di Nesbo regala, riesce sempre nell'intento di sorprendere ed attrarre. Nonostante il percorso sia lungo vie note e già apprezzate "..Harry definiva l'intuizione la somma di deduzioni semplici e logiche basate sui normali dati sensoriali che il cervello non riusciva o non era in grado di tradurre in chiaro..." non perde mai la sua forza e la sua intensità. Il ritorno di Harry sulla scena è legato al primo dei colpi di scena del libro, il coinvolgimento di Oleg in un caso di omicidio, quell'Oleg che per molti anni era stato il suo "figlioccio" ma che ancora rappresenta un pezzo del suo cuore; quel cuore che a grande lettere ancora riporta ancora e sempre quel nome: "...Rakel. Il grande amore della sua vita. Era tanto semplice. E tanto difficile...". Nel tornare ad Oslo, trova di nuovo amici vecchi, conoscenze e soprattutto il suo stile investigativo, come se il ritorno fosse in qualche modo automatico "...non riusciamo a vivere la vita che vorremmo. Siamo prigionieri di...certe cose...". Tornano a galla anche paure e spettri del passato "...sei un demone e noi demoni siamo fatti gli uni per gli altri..." e con loro anche il lato bello della medaglia "...sei la cosa più brutta che mi sia mai capitata...e la più bella..perfino adesso con la tua sola presenza riesci a farmi dimenticare tutto il resto..no, non so se è bello...".
Attraverso i mille colpi di scena ed i cambiamenti di trama, Nesbo riesce a tenere incollati con la passione investigativa e l'istinto "..ma non mi sei stato a sentire. Ovviamente non lo hai fatto. Quelli come te e me non lo fanno...", la passione e la collera "..un poeta aveva scritto che dopo il grande amore arrivano quelli piccoli...." "...vide la collera invaderle gli occhi. Autentica, indubbiamente. Si chiese solo se fosse la collera del giusto o della coscienza sporca.." mescolati al ricordo  "...l'idea che non siamo stati felici neanche in passato è insostenibile. Gli adulti ordinano ai bambini di sorridere nelle foto, li attirano nella menzogna, e così sorridiamo, simuliamo la felicità..." ed agli stati d'animo complicati "...far finta di niente..era una dote magnifica..ma non era un dono che gli aveva concesso la natura...". Non è facile non mangiarsi le pagine, non correre nella lettura. La voglia di scoprire e di trovare la soluzione di Hole viene trasmessa in pieno a chi legge e viene tramutata nel desiderio di immergersi il più possibile nella storia e nel suo, come sempre, perfetto racconto. Descrizioni, vicende, indagini, demoni interiori, amori e solitudini. Solito mix accurato e che cattura. Solito applauso.
BIGNAMI: non perde un colpo la penna di Nesbo, come sempre consigliatissima e da non perdere. Valutazione 4,5 stelle su cinque.

giovedì 26 ottobre 2017

Legge dell'ex - puntata II

Campionato - 10^
FIORENTINA - TORINO = 3 - 0
GOAL: Benassi, Simeone, Babacar (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6--
Impegnato per niente, gli unici tiri in porta del Toro colpiscono la traversa. Non azzecca un rilancio che sia uno, alcuni addirittura innescano pericoli, per fortuna non concretizzati dai granata
Laurini 6,5
Lotta con grinta e non si fa superare
Pezzella 7
Solita gara di sostanza e leadership
Astori 6,5
Comanda la difesa ed imposta con poche sbavature
Biraghi 6
Un paio di spunti e poche sofferenze, poco altro
Benassi 7,5
Un gol ed un assist con tanta corsa e voglia di farsi rimpiangere da ex
Badelj 6
Meno brillante di altre volte, fa sostanzialmente il compitino
Veretout 6+
Vedi Badelj ma con più grinta
Chiesa 6,5
Corre come sempre tanto, forse meno brillantemente ma sempre positivo. Si procura (o quasi) il rigore finale
Simeone 7+ 
Assist importante e poi sembra risentire del fatto di non riuscire a sbloccarsi neanche questa volta; poi invece nella ripresa trova un gran gol
Thereau SV
Esseryc 6
Non entusiasma nelle sue giocate, anche se cerca spesso lo spunto
Babacar 6,5
Entra e dopo pochi minuti gli capita l'occasione del rigore che non sbaglia
Gaspar SV
All. Pioli 6,5
Senza entusiasmare a livello di gioco, la squadra è compatta e lotta. Ancora qualche sbandamento da "controllare" ma la crescita si nota.
IL MIGLIORE: BENASSI
Il peggiore: Sportiello
LA PARTITA
La speranza per niente nascosta era che il proverbio del giorno potesse essere (dopo Udinese e Benevento) "non c'è due senza tre". Il livello dell'avversario era in crescita ed il test sulla carta poteva essere pericoloso; il Toro infatti veniva da un periodo non facile, con qualche defezione importante e cercava riscatto al Franchi. Serviva quindi un rinforzino nel pre-partita e quindi alla classica/nuova ("questa l'avete mai assaggiata? è nuova!" cit.)HB si è affiancata l'hell superconsigliata "visto che ne devo finire due fusti, gli ultimi...poi non la prendo più" (cit).
Con queste nuove sicurezze ci siamo messi in modalità silenzio per l'inizio "di condanna" per quei simpaticiSSIMI fenomeniSSIMI autori degli adesivi più insulsi della storia che miravano a sbeffeggiare una tifoseria paragonandola ad Anna Frank (sigh). Per chi non ha seguito la vicenda, può trovare cliccando qui un interessante parere sulla vicenda e sull'utilità del minuto di riflessione, che qualche imbecille ha fischiato anche al Franchi.
Terminato il minuto, spiegato a Mihajlovic chi fosse Anna Frank (d'altra parte "non aveva letto i giornali in questi giorni..." sigh al quadrato) e prenotato il giro di Peroni per notare le differenze con le birre precedenti si poteva cominciare con il match.
L'inizio vede i cugini granata più pronti e piano piano padroni del gioco "siamo meno ficcantiSSIMI del solito, un po' più....quadrati ecco..." (cit) è il commento tecnico che si alza per evidenziare un gioco che ci vede poco protagonisti. Solo Thereau ci prova, con poca pericolosità e poca fortuna; ancora meno fortuna lo stesso 77 ne ha quando è costretto al cambio con il connazionale Esseryc. Qualche timido tentativo di qua e di la è spazzato via da una bella azione che porta il Cholito a dare un grande assist a Benassi che da buon ex ci porta in vantaggio, proprio in assenza del Romulo di San Niccolò sugli spalti. Siamo ancora a festeggiare quando nella serata degli ex, e della birra di varie marche, Moretti ("tipico bomber..." cit.) con una bella girata stampa sulla traversa il possibile pari. 
Paura passata, liscio di Simeone su invitante assist e si va all'intervallo.
Ripresa che inizia subito con un altro (unico/ultimo) brivido (se si esclude la serata rinvio sbagliato di Sportiello che non azzecca un lancio che sia uno): Niang prende in pieno la traversa e sfiora di nuovo quindi il pareggio. Il Toro sembra ancora più padrone del campo, ma non riesce più ad essere pericoloso. Così piano piano tiriamo fuori la testa e mentre ci si interroga "....è presto per lamentarsi che il Cholito 'unsegna mai eh?" (autocit) arriva la puntuale smentita.
Basta sentir dire al suddetto Romulo di prima "io mi assento di nuovo....poi fate voi..." ed al 65' partono i "QUINDICI MINUTI DI POPOLARITA'" dell'attacco viola. Benassi rende il favore al Cholito e lo smarca con un bell'assist che la punta piazza al sette con un tiro non bellissimo da vedere ma tremendamente efficace. L'ex granata prosegue la tradizione stagionale di ex col dente avvelenato iniziato da Thereau ed il Cholito finalmente si sblocca in casa.
A seguire il Baba, entrato per la standing ovation per Simeone, trasforma un rigore ("nettissimo anzi nettissimissimo" cit. tradotto MOLTO generoso ai limiti del fantasioso) che chiude di fatto il match vista anche l'espulsione di Barreca proprio in occasione del fallo da rigore su EnricFederic Chiesa.
Si giochicchia per altri dieci minuti ma tutti aspettiamo i fischi finali, tre proprio come i gol, come i punti e come le vittorie di fila. La speranza annunciata all'inizio del match (e del post) ha visto la "gradita conferma". Si vede anche, oltre la conferma, un abbozzo di squadra compatta, che lotta e ci prova. Ci sono dei limiti, il gioco non è spumeggiante e spesso gli svarioni arrivano, ma qualcosa comincia a "evolversi". Dopo il saluto sempre gradito alla panchina traballante di Sinisa, si può dire che va bene così.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ufficiale! "s'è preso un altro segnamai" si poteva tenere Gomezze per il lavoro oscuro....tranquillo ora entra Baba e la ricolloca..."

domenica 22 ottobre 2017

BabaVAR

Kiave di lettura n° 258
Campionato - 9^
BENEVENTO - FIORENTINA = 0 - 3
GOAL: Benassi, Babacar, Thereau (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6+
Dà sicurezza al reparto con uscite sicure, poco altro
Laurini 6+
Compitino e qualche proiezione offensiva 
Pezzella 7
Leader nato, sfiora il gol un paio di volte, ruvido quando serve ma sempre presente
Astori 6+
Un paio di chiusure importanti e il comando della difesa, un errore che poteva costare caro
Biraghi 6
Un paio di chiusure mancate nel primo tempo, poi cresce
Badelj 6
Diverse pause e giri a vuoto, ma tiene comunque il pallino del gioco
Veretout 6,5
Come un diesel esce alla distanza e piazza l'assist del gol che chiude il match
Chiesa 6
In affanno rispetto ad altri match, molta corsa e qualche chiusura; bello il lancio sul rigore propiziato da Babacar
Benassi 6,5
Gol ed una progressione notevole poi meno appariscente
Thereau 6,5
Glaciale dal dischetto per la ciliegina finale sul match
Simeone 6-
Assist per il gol, un tiraccio e poco altro, troppo poco
Babacar 7
Entra e gol dopo un minuto e mezzo, poi procura il rigore. Impatto col match notevole
Lo Faso 6+
Esordio con una grande giocata a sfiorare il quarto gol
Cristoforo SV
IL MIGLIORE: BABACAR
Il peggiore: Simeone
All. Pioli 6,5
Primo tempo con una squadra dal gioco molto grigio, poco pimpante. Serviva vincere ed i tre punti sono arrivati senza soffrire troppo. Bene così, anche se non ci sarà sempre il Benevento.
LA PARTITA
Come anticipato qualche giorno fa, questa era la classica partita talmente "facile" da diventare molto preoccupante per noi e le nostre abitudini di "resuscitare i morti". Il mister "GIOCA LA CARTA" della continuità e la formazione non cambia di una virgola. Abbiamo sin da subito il comando del gioco, prendiamo confidenza col "Ciro Vigorito" (e ho detto tutto...) e senza esagerare (che par brutto, siam sempre in casa degli altri...) ci rendiamo pericolosi e proviamo a trovare il vantaggio. 
Benassi fa una discreta giocata ma tira centrale, Biraghi con una punizione sullo stile "icchè fo? tiro o crosso?" prende il palo e con un paio di giocate in ritardo nel momento dell'ultimo passaggio non sfruttiamo i presupposti per occasioni notevoli. Poi Simeone trova un assist giusto per Benassi che "di malleolo, una bordata" (cit.) piega le mani a Brignoli (e ho detto tutto per la seconda volta). A ruota Pezzella di testa e Simeone di sinistro sfiorano il raddoppio, ma è Cataldi dal nulla a farci prendere il classico spavento da Fiorentina, prendendo il palo con un tiro da fuori e facendoci rischiare di buttare via un primo tempo sostanzialmente in mano.
Ripresa con Babacar al posto di Simeone e in un minuto e mezzo, il Baba colpisce su assist di Veretout. Tre minuti di VAR ("VARetout era davanti?" cit.) per decidere e poi arriva la conferma, siamo sul 0-2. Praticamente finisce qui, il Benevento, poca cosa già di suo, sparisce del tutto e tranne qualche cross su cui Sportiello dà sicurezza in uscita praticamente non trova\prova altro. Noi ci facciamo pericolosi ma è di nuovo Baba che trova la giocata, salta il portiere su assist di Chiesa e trova il rigore. Di nuovo VAR (più breve) e conferma. Thereau fa più fatica a strappare il pallone dalle mani di BabaVAR che a trasformare. 0-3. Il resto è l'esordio di Lo Faso (bel destro a sfiorare il poker) e il promemoria che abbiamo sempre Cristoforo.
E' sembrato davvero un impegno non degno di nota o non troppo attendibile, ma in queste partite, come anticipato, siamo sempre stati molto bravi a complicarci le cose. Si doveva vincere, senza troppa sofferenza e tutto sommato così è andata. Altri tre punti da prendere e presi. Andiamo avanti.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...subire da Ciciretti però non sarebbe male.... : -) ..."

giovedì 19 ottobre 2017

Stai a vedere...


Prossimo Incontro.
Due ex in squadra.
Allenatore (fiorentino ed ex viola) a rischio.
Diciannove gol subiti da inizio campionato.
Due gol fatti in otto partite.
Centravanti ancora a secco.
Un solo gol fatto in quattro partite in casa.
Ultimo in classifica.
Zero punti fatti.
Zero punti nella storia in Serie A.
.......
Benevento-Fiorentina. La classica partita "da viola DOC", la cui giusta definizione rischia di essere uno dei motti (purtroppo) preferiti da chi conosce storia e precedenti in maglia viola; quel  "siam de'fenomeni a far resuscitare i morti..." fedele compagno di viaggio di anni di tifo col giglio sul cuore.
E quindi, stai a vedere domenica il Benevento eh.....
Io per non sapere né leggere né scrivere, "la spendo" (la toccata scaramantica) sin da subito.

domenica 15 ottobre 2017

Ex a favore

Campionato - 8^
FIORENTINA - UDINESE = 2 - 1
GOAL: Thereau, Thereau, Samir
LE PAGELLE
Sportiello 6+
Primo tempo rilancio con brivido, parata importante sull'1-0
Laurini 6
Compitino fatto
Pezzella 6,5
Sembra sempre molto presente e con la giusta dose di grinta
Astori 6
Secondo tempo con alcune uscite a vuoto, ma prestazione positiva
Biraghi 6+
Cala nel finale, primo tempo di spinta con anche un paio di cross per niente male
Veretout 6,5
E' ovunque, sbaglia anche molto, ma fa di tutto e sempre con la giusta dose di grinta
Badelj 6-
Primo tempo positivo, cala vistosamente e nel final perde un pallone pericolosissimo
Chiesa 6+
Buona gara anche se meno sprinte del solito
Benassi 6
Nel nuovo ruolo nel primo tempo sembra far vedere molti miglioramenti, che smarrisce nel secondo tempo
Thereau 7,5
Ex velenosissimo con due gol ed un quasi gol. Fondamentale il suo apporto in area di rigore
Simeone 6,5
Il palo trema ancora, peccato per altre due occasioni in cui non è così brillante
Vitor Hugo sv
Sanchez sv
Esseryc sv
All. Pioli 6+
Primo tempo positivo e finalmente squadra quadrata. Pericoloso calo finale e cambi che hanno chiuso la squadra troppo dietro.
IL MIGLIORE: THEREAU
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA
La pausa doveva servire a ricaricare le pile ed a trovare un livello di gioco più continuo e soprattutto produttivo. C'era da riscattare la brutta figura di Verona e soprattutto la sconfitta dopo una prestazione da dimenticare. I correttivi iniziali parlano di un Benassi un po' meno tra i trequartisti ed un po' più terzo di centrocampo, unica novità con il ritorno di Laurini da titolare sulla destra. Schiacciamo subito l'Udinese nella sua metà campo e l'inizio brillante "VIENE TUTTO VIA CON" regolarità e si mantiene costante per praticamente tutto il primo tempo. Thereau prima costringe un difensore bianconero ad un salvataggio sulla linea e poi su semi-assist di Simeone ci porta in vantaggio. Potrebbe essere uno/due se sempre il Cholito invece che far tremare il palo per un paio di minuti con un gran diagonale trovasse la porta un paio di cm più a destra. Siamo propositivi e ci facciamo vedere bene nella loro metà campo, anche se le nitide occasioni si fermano sostanzialmente a quelle ed ad un altro paio di possibili che il Cholito non concretizza. Sostanzialmente all'intervallo arriviamo con un solo rischio infarto provocato da un disimpegno di Sportiello un po' troppo allegro. 
Nella ripresa, ricominciamo bene con la voglia giusta di chiuderla e troviamo il raddoppio dopo che il nostro numero 57 compie una gran parata su De Paul che fa esclamare "vedi che c'è una novità quest'anno, c'è un portiere". L'Udinese ha invece un semicitofono e si vede. Così respinta corta su tiro non irresistibile e di nuovo Thereau in agguato "non esulterà tanto ma continua a segnare". Per una volta il gol dell'ex lo facciamo (due volte) e non lo subiamo. Siamo 2-0, in controllo. Ecco, almeno questa era la speranza. Invece. A partita che pareva a questo punto chiusa, gli effetti della nostra colazione tra HB e 'nduia deve aver colpito i giocatori in campo. Benassi ci fa immaginare Pioli che battibecca con il secondo "come c'è Benassi in campo? O da quando? E chi l'ha messo?" (cit).
L'Udinese ci grazia una prima volta trovando il modo di "autoannullarsi" un gol già fatto per un fuorigioco evitabile e poi colpisce con il tipico bomber Samir "immancabile il suo gol, ne fa a dozzine, 'unsipoteva evitare".
Da lì parte la corsa a guardare l'orologio sperando che scorra veloce. Non soffriamo più di tanto, ma non usciamo neanche più dalla nostra metà campo, forse grazie al modulo propositivo che decidiamo di mettere in campo per l'ultimo quarto d'ora con un pirotecnico 5-3-1-1 che nemmeno Cesare Maldini.
Ma alla fine doveva essere vittoria e vittoria è stata con un primo tempo da apprezzare. Preoccupante il calo finale "macchè preparazione hanno fatto? Si sarà pronti per marzo per gli scontri diretti delle Coppe Europee?" (cit.) e la paura che ha attanagliato squadra in teoria in controllo e mister.
Buoni tre punti, ripartiamo, speriamo. FORZA VIOLA....sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma domenica a Benevento ci si fa? Bah, con la legge dell'ex...venuti ed iemmello...2-0 facile..."

sabato 14 ottobre 2017

Soddisfazioni e Scaffali

Kiave di lettura n° 257
Ed anche questa settimana i libri sono i protagonisti della mia Kiave di lettura , ma non sarà un post/recensione di qualcosa letto.
Vi parlo invece di una soddisfazione, doppia, avuta qualche giorno fa entrando in un negozio del centro.
Entrando in quella che ritengo (per gusto, per abitudine, per familiarità) la "mia libreria" ho girellato come sempre alla ricerca di qualche titolo o qualche quarta di copertina che catturasse la mia attenzione.
Tra un Camilleri ed un Nesbo, mi è venuto in mente il giretto fatto nella stessa Feltrinelli di Via Cerretani un po' di tempo fa, con oggetto ovviamente i miei SOGNI DI TRICOLOR che mi aveva riempito di orgoglio tanto da condividerlo con voi (clicca qui per rileggere quel post) e da portare anche la stessa casa editrice Goware ad essere piena di gioia per quel "tour feltrinelliano".


Con lo stesso "MODO E COL MIO PASSO" mi è venuta la curiosità di andare a cercare di nuovo il libro dalla SPLENDIDA copertina e la soddisfazione è tornata a far capolino. Le copie che sapevo alla Feltrinelli erano state acquistate (grazie ancora ai compratori che mi hanno anche mandato testimonianza fotografica dell'acquisto : -) ) e quindi temevo di trovare un brutto "spazio vuoto" in quello scaffale. Ed invece....
Così per accentuare la soddisfazione e renderla unica in modo "diverso" rispetto a qualche mese fa ho deciso di cercare nello scaffale vicino, sempre narrativa, cercando alla lettera giusta ed ho trovato anche quella copertina verde che tanto mi rende orgoglioso anche se la firma dell'autore ha un colore diverso.
Nota a margine: chi ancora non sa cosa intendo per copertina verde clicchi qui ed acquisti . Anche se ancora non riesco a scrivere il titolo del libro, una sorta di blocco, è davvero super consigliato e tra poco leggerete anche la mia più dettagliata opinione in merito. 
Così, quasi di fronte l'uno all'altro eccoli qua, in fondo a destra come il bagno...copertina verde e copertina rossa...."ordinati per autore"....brividi solo a scriverlo....diversi ma intensi per entrambe quelle copertine...
Ed allora davvero guai a chi ci sveglia...

domenica 8 ottobre 2017

Giostra fiorentina

Kiave di lettura n° 256

Ogni angolo, ogni via, ogni sfondo.
Il centro di Firenze esercita su di me un misto tra l'effetto calamita e l'effetto giostra. Riesce infatti ad affascinarmi ed attrarmi senza soluzione di continuità, tanto da farmi girare la testa come appunto in una giostra. E' "SEMPRE COSI' IL CENTRO" della città col giglio ed il suo magico fascino. Un effetto che conduce a non saper scegliere scorcio o panorama preferito ma bensì a farmene trovare ogni volta uno in più, uno diverso, uno che apre ricordi.
Ad aprire la scatola dei ricordi oggi è quella passeggiata fatta tante volte in tanti anni con tante guide sicure diverse. Un percorso lontano nel tempo ma che basta ripeterlo ed apre di nuovo sorrisi. Tante vie affollate, tanti turisti affascinati e la sosta in quella piazza per cercare quel caffè domenicale o per i più piccoli la cioccolata calda nei pomeriggi invernali.
Quando passo da Piazza della Repubblica, il pensiero è fisso e lo sguardo affascinato adesso come allora, proprio come mi è stato insegnato di fare di fronte alla bellezza di quella piazza, a quell'arco da ammirare, alla magia di quei portici ed a quel "chiosco" primo ritrovo della passione di colore viola.
Resta una gara senza vincitori quella per lo scorcio più bello di Firenze, ma oggi la giostra della bellezza fiorentina si ferma qui e la tappa di giornata la vince lei. E chi mi ha insegnato ad amarla.

martedì 3 ottobre 2017

Per il bene del calcio


"Per il bene del calcio". Questa è la frase. Si ergono a tutela della purezza del calcio e del profondo senso sportivo dello stesso, dichiarando la VAR come antisport, il capitano e l'allenatore della squadra il cui stadio ed i cui tifosi (ma anche loro due stessi) vanno orgogliosi/rivendicano e mettono come cimelio in uno stadio targato IKEA un numero di pura fantasia di campionati vinti. Quello sì che è spirito sportivo, quello sì che è fare il bene del calcio inteso come sport. Alè.

domenica 1 ottobre 2017

C'è Verona e Verona...

Campionato - 7^
CHIEVO - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Simeone, Castro, Castro
LE PAGELLE
Sportiello 6
Mostra la presenza in uscite e parate facili, sui gol poco colpevoli
Gaspar 5
Partita grigia, poca sofferenza dietro ma davanti nullo
Pezzella 6,5
Il migliore per grinta e concentrazione
Astori 6-
Meno lucido del solito ma comunque abbastanza positivo
Biraghi 4
Clamorosa buca sul primo gol, lontano dall'uomo sul secondo. Punizioni finali da "brividi"
Veretout 5,5
Meno positivo del solito, più impreciso
Badelj 4,5
Giornata no, molto no
Chiesa 5,5
Inizio primo tempo non male con qualche giocata delle sue, cala piano piano
Benassi 4,5
Oggetto misterioso
Thereau 6
Assist favoloso e qualche giocata nei primi quindici minuti, poi si adegua alla sparizione della squadra
Simeone 6+
Gol bello ed importante, altro colpo di testa pericoloso a fine primo tempo. Nella ripresa gol divorato (anche se probabilmente in fuorigioco) e zero tiri in porta
Gil Dias 5
Impatto nullo
Saponara 5
Vedi Gil Dias
Babacar SV
All. Pioli 5
La squadra non gira e le scelte per "riprendere" il match sono oggettivamente poco comprensibili e poco comprese dai suoi giocatori.
IL MIGLIORE: PEZZELLA
Il peggiore: Biraghi
LA PARTITA
A meno di un mese dalla cinquina col Verona si ritorna proprio al Bentegodi, questa volta contro il Chievo. Torna a giocare la Fiorentina standard con Gaspar a destra al posto di Laurini ed il ritorno di Badelj in cabina di regia. Si comincia ed in pratica si comincia allo stesso modo di un mese fa, con il Cholito Simeone che di testa alla prima occasione ci porta avanti su una grande giocata di Thereau. Viene spontaneo da dire "sempre a Verona....", ma è presto, troppo. Infatti a differenza della partita contro il Verona, la squadra "NON SPINGE SUL GAS" fa giro palla e tiene il campo quasi tentando di amministrare. Dal 5' al 40' in pratica non giochiamo e nel mezzo Castro sfrutta una clamorosa buca di Biraghi per un pareggio che è giusto. Nei cinque minuti finali del primo tempo, Simeone fa fare un miracolo a Sorrentino ed è l'unica occasione che abbiamo da inizio partita. 
Andiamo all'intervallo con la convinzione che dobbiamo fare qualcosa di più se vogliamo vincerla, ed invece. Invece pronti via, cross/tagliocampo da sinistra del Chievo e colpo di testa di Castro al sette opposto. Un minuto e siamo sotto. Come inizio, non male. Servirebbe lucidità e logica ma coi passare dei minuti non appare niente di tutto ciò. Chiesa dice che ha un accenno di influenza ed esce, Thereau dice che è fermo (invece gli altri...) ed esce, Benassi è come se non fosse mai entrato ed uscirà a dieci dalla fine. I primi due sono in realtà le uniche arme di una Fiorentina che altrimenti non ha altre armi che impostare il gioco solo sulla giornata di Badelj; oggi il croato è assente ed il gioco va di pari passo. Chiesa e Thereau rappresentavano l'unica arma possibile per arrivare a Simeone e così usciti loro in pratica zero occasioni reali di pareggiare, visto che i cambi hanno dato zero o poco più. Qualche mischia, la gioia nel vedere un doppio passo di Gil Dias a quaranta metri dalla porta sulla linea del fallo laterale, Saponara che fa e riceve solo qualche fallo e l'intuizione di Baba piazzato ala. Fine. Come finisce il match. Sconfitti, giustamente. Adesso pausa e magari servirà per ragionare sul serio se con questa squadra questo cervellotico 4-2-3-1 sia davvero il modo migliore per giocare, visto che ormai questi siamo e con questi fino a gennaio almeno bisogna arrivare. In queste sette giornate si è oscillato tra il "facciamo alla svelta i 41 punti" ed il "se tutti ingranano e migliorano si può arrivare a star agganciati all'Europa". La realtà è che il campionato italiano è così mediocre che, tolte le sei che fanno un altro campionato in alto e le tre/quattro che lo fanno in basso, tutte possono prendere il filotto giusto per arrivare settimi o quello sbagliato per avere l'ansia fino alla fine. Non potendo questa sosta portarci altri giocatori (anche perchè magari "dopo Biraghi e Laurini magari ci compravano Chochev") speriamo possa portare qualche idea più chiara ed una migliore condizione ed organizzazione di squadra.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"..per la LDGN il Chievo unnè il Verona...sono all'Aurora ma unva' il segnale...son segnali...benevento inter unnè male...qui ribaltano le seggioline c'è la rissa...siamo passati al ciclismo, t'aggiorno su saronni...ora salto con gli sci....lazio sassuolo...menomale son venuto vai....vo a casa...bluff Aurora...ci provano a farci rimpiangere l'omonero, ma uncela fanno, dignene..."