venerdì 21 luglio 2017

Auguri #sogniditricolor

Augurio n° 18
"SOGNI DI......" Matteo
... ... ... ... ...
Chi lo legge senza essere direttamente legato ai personaggi del libro, può rivivere le atmosfere e i momenti di una grande fiorentina, che ha fatto sognare, e forse forse quel sogno...

Chi come me, nei personaggi si ritrova e rivive tante storie di un gruppo di amici, non può che dire grazie di cuore all'autore Enzo Susini (che ancora mi deve spiegare la storia di tutti quei gol).
Comunque saranno per tutti #sogniditricolor

Matte
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

giovedì 20 luglio 2017

Amico mio

Augurio n° 17
"SOGNI DI......" Ghigio
... ... ... ... ...
Amico mio fai tanti auguri a Giancarlo e anche a te per questo primo anno di sogni di tricolor ...volevo scrivere due righe più complete ma non ce l'ho fatta..
considera però tutto quello che ti ho detto a Modena ....
spesso mi ritrovo a rileggere alcuni capitoli ed immergermi nel tuo/nostro mondo fatto di cose vere, di amicizia di abbracci ,di "mi raccomando", di sgridate e di farmi sentire "vero" quando sono con te..questa e' la mia vita..dato che ci sei ,come io vorrei. 
Ti voglio bene
Ghigio
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

mercoledì 19 luglio 2017

Se avete voglia di partecipare...(e chi unn'ha voglia partecipi lo stesso)

Augurio n° 16
"SOGNI DI......" Raya
... ... ... ... ...
Trova sempre il modo di essere fastidioso.
Questo è il primo pensiero che mi passa per la testa se penso ad Enzo Susini, un personaggio che va in giro a definirsi “scrittore” solo perché ha trovato qualche folle (l’editore non me ne voglia) che gli ha pubblicato un libro dal titolo che la dice lunga sia sul testo che sul personaggio: “Sogni di tricolor”.
Per l’appunto ora se ne viene fuori (sempre il Susini), con la storia che il suo libro compie un anno di vita il 4 luglio, e si mette a chiedere agli iellati che hanno avuto la sfiga di conoscerlo di scrivere un pensiero per celebrarne l’anniversario. 
Ebbene anche io sono tra quei pochi che ebbero l’ardire di comprare il suo libro e leggere tutte le 136 pagine, iniziando a sfogliare il suo breve romanzo con l’idea di non arrivare fino in fondo, e invece…
Mi viene da tornare indietro nel tempo, e come gli scrissi già un anno fa (e qui cito me stessa) “Il calcio non mi appassiona, e le parole del Liga non le ho mai sentite troppo mie... questi potevano essere due buoni motivi per non iniziare a leggere questo romanzo in chiave Viola, ma…sono arrivata alla fine del Libro, arrivando a sognare e sperare insieme alla maglia nr. 14 del calciatore- sognatore Giancarlo!”
Son sincera, più che la trama, all’inizio quello che mi ha spinta a leggere questo libro è stata la curiosità di entrare un pochino dentro all’anima dell’autore, che va di pari passo con i pensieri del protagonista di questa storia fatta di musica, calcio, amicizia e passione, e dove in modo inscindibile si mescolano e s’intrecciano la realtà con l’immaginazione, in cui lo scrittore diventa allo stesso tempo creatura e creatore di questo romanzo calcistico marchiato Fiorentina.   
Non mi dilungo sulla trama e sul susseguirsi di partite, perché da non intenditrice di calcio rischierei di tirare degli sfondoni. Eppure, anche se come già detto di calcio non mi importi proprio nulla e quando penso a Ligabue l’unica canzone che ricordo di aver canticchiato è “Piccola stella senza cielo”, sono finita a leggere questo libro tutto d’un fiato, perché in fondo quel pallone che rotola tra le pagine del libro dalla prima all’ultima, diventa non solo l’obiettivo di un goal da segnare, bensì la metafora di quello che in molti vorrebbero raggiungere: ovvero la realizzazione del sogno di una vita, di un’esistenza che per quanto caotica e in parte anche dolorosa, lotta contro qualcosa, forse proprio contro sé stessa, per andare avanti ed arrivare a direHo fatto in tempo ad avere un futuro, In cambio di un sogno, di un pezzo di idea”. Forse, non a caso, nella splendida immagine di copertina si vede un Giancarlo con i piedi ben saldi a terra sul campo di calcio ma con le testa e il cuore altrove, come a lanciare non solo la palla, ma anche un messaggio di sogni e di speranza la cui interpretazione alla fine viene “passata” al lettore, così che il campioncino maledetto possa prendere vita nell’immaginario di chi legge il libro e, magari, identificarcisi anche un po’.   
Da vecchia dentro quale sono chiudo con un motto, che secondo me ben si addice al nostro protagonista: non chi comincia ma quel che persevera…! Sogni di tricolor è questo e tanto altro ancora... 
Raya
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

martedì 18 luglio 2017

Compleanno

Augurio n° 15
"SOGNI DI......" Marco
... ... ... ... ...
il 1° compleanno...
Non è per niente facile recensire un libro del genere.
Trovare la "mia" canzone del Liga come colonna sonora della "mia" squadra è senz'altro una piacevole coincidenza.
Mettiamola così: ne ho comprate due copie (la speranza di quelle omaggio è stata vana sin da subito), ne ho regalata una. 
Visto il risultato a 12 mesi, non ci può essere miglior recensione, credimi.
Buon compleanno.
M.
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

lunedì 17 luglio 2017

Qui, oggi, un anno dopo (cioè 2017)

Augurio n° 14
"SOGNI DI......" Andre - inviato romano
... ... ... ... ...
Caro il mio Gianca 
come vedi ti scrivo e quando uno scrive deve avere un motivo il mio è dirti che da quando qualcuno ha piombato su carta quello che ti è successo in quell’anno di quasi venti anni fa a oggi sono successe un sacco di cose. Sono passati dodici mesi da quando s’è avverato quel sogno e adesso servono più di due mani e un po’ di tempo per raccontarli.

La Nokia ha rimesso in vendita il 3310 (che è uscito l’anno dopo del sogno, mi pare) e a Sanremo ha vinto uno con una scimmia che ballava e poi pure tutti quelli che l’hanno visto hanno iniziato a ballare come la scimmia e si divertono così. In Germania, in Francia, in Belgio e in Inghilterra c’è stato qualcuno che ha voluto fare male a un po' di altri e tutti hanno pregato per quegli altri, solo che poi quei tutti che pregavano si sono dimenticati di pregare per altri ancora che morivano affogati nel mediterraneo o ammazzati in altri posti che non erano in Germania, in Francia, in Belgio e in Inghilterra. 

Caro il mio Gianca, per restare in tema sono morti Ciampi e Provenzano, Fidel Castro e Leone di Lernia, Boncompagni e George Michael, la Principessa Leila e Paolo Limiti. E poi pure Dario Fo e Rodotà hanno perso le parole. Però non ci sono stati solo morti: tra gli amici di quello che ti ha scritto è nato Gabriele. 

Caro il mio Gianca negli ultimi 365 giorni è successo che uno di Ankara si è fatto fare un colpo di stato per mettere dentro un po’ di gente, Madre Teresa è diventata santa e Christo ha fatto una passerella arancione su un lago che portava dritti alla casa di uno che fa armi. La Nasa ha scoperto che a 40 anni luce da noci stanno sette esopianeti (altro che sogni),a Rio una ragazzina bionda che si chiama Bebe è diventata campionessa olimpica di scherma (altro che tricolor). Enrico Cucchi, quello delle radiocronache di Tutto il calcio minuto per minuto, si è ritirato (ma poi è lui che ha commentato quella famosa partita col Cagliari…?). 

Caro il mio Gianca
poi a proposito di libri, Bob Dylan ha vinto il nobel per la letteratura ma è sembrato a tutti che non gliene fregasse niente. Contemporaneamente però quello che ti ha scritto ti ha portato al Caffè Letterario Le Murate, al Teatro Cestello, alla Feltrinelli, a 30° Minuto e in altri posti e case dove invece alla gente che stava lì a sentire sembrava gliene fregasse e pure parecchio. E poi se pensi che proprio quest’anno i giornali hanno detto che il 60% degli italiani che non legge per niente, il fatto che sei finito col tuo 14 pure su un po' di maglie come t'ha fatto Lorenzo vuol dire che sei andato un bel po’ in giro.

Caro il mio Gianca penso però che a questo punto tu voglia essere un po’ aggiornato pure sul calcio. Allora ti dico che il Portogallo ha vinto l’europeo, ma secondo me nemmeno il tuo colllega Rui saprebbe spiegare come cacchio hanno fatto. Su una montagna colombiana è andato a sbattere un aereo che porta sopra una squadra brasiliana che deve andare a giocare la finale della coppa sudamericana. Nell'ultimo anno si sono ritirati dal calcio Ronaldinho, Lampard, Totti, Terry, Lahm, Alonso e Gerrard (ma te l’addio non l’hai dato vero?). Ah poi te lo ricordi Vardy? Quello del Leicester che aveva vinto lo scudetto, che sembrava un po’ che eri tu, uno che se da una parte era forte forte a giocare a calcio dall’altra aveva quell’innato talento del (uso parole tue) “saper rovinare tutto”? Ecco lui, Vardy, quest’anno non si è ripetuto come l'anno scorso e il Leicester ha rischiato di andare in serie bi, e pare che sia stato pure uno di quelli che ha cacciato il suo allenatore. Insomma: lui c’è quasi riuscito a rovinare tutto quello che aveva fatto l'anno prima e chissà tu cosa avresti fatto al posto suo. A pensare alle vostre storie, tua e di Vardy, mi è venuta in mente quella cosa che diceva Riccardo III: “Di cosa ho paura? Di me”. Ecco e un po’ la penso pure di me questa cosa, ma c’entra poco con le cose che ti voglio dire.

Caro il mio Gianca non ti dico poi chi ha vinto lo scudetto quest’anno, ma ti dico che sono gli stessi che sono arrivati fino a Cardiff dove si giocava la finale di Champions e che ci credevano talmente tanto che sarebbero diventati campioni d’Europa che poi veder piangere tanto tanto tanto il loro rampolletto in tribuna t’avrebbe reso ancora più orgoglioso e contento di non essere come loro. Il tuo Ravenna ha fatto 65 punti ma ha perso scudetto della Serie D contro il Monza: andargli a dare una mano te no eh? Parliamo dei viola? Sicuro? Vabbè magari è meglio che di questo ne parli con quello che ti ha scritto e i suoi amici: ti dico solo che tra le tante classifiche e statistiche che si fanno ormai nel calcio, la migliore è che la Fiorentina è arrivata quarta in classifica per numero di tiri fatti (489)… però a pensarci bene non è una bella statistica perché vuol dire che poi i tiri non erano poi così ben fatti. E anche qui: tornare a dargli una mano te no eh?. Ah: quest’anno il tuo 14 non se lo è messo nessuno (non è che ritorni l’anno prossimo?)

Caro il mio Gianca non so come salutarti perché di cose da continuare dirti ce ne sarebbero tante e però, a voler essere reciproci, adesso dovresti essere te a dirci qualcosa, per esempio saremmo in tanti a chiederci cosa sei andato a fare. Hai seguito il tuo compagno di squadra Repka e adesso fai il lottatore di MMA? Ti sei tatuato come lui? Hai fatto come Padalino che allena il Lecce? O Amor che fa il commentatore? Te lo ricordi quando dicevano che era un Deschamps coi piedi buoni?  Vabbè dai era per farti fare una risata su: considera l’imbarazzo del doverti salutare e il non sapere quali parole trovare a te che ne hai trovate di così precise per raccontare quello che ti è successo quell’anno di sogni.

Ti saluto usando le parole del tuo Liga, che in quest’anno ha fatto uscire un altro disco nuovo, e ti auguro Vita facile

p.s. dopo tutte queste cose che ti ho scritto penso di potermi permettere almeno una domanda indiscreta: ma poi con Lara com’è andata a finire? 
Andrea
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

domenica 16 luglio 2017

Un memo per i propri sogni

Augurio n° 13
"SOGNI DI......" Francesco
... ... ... ... ...
Un augurio incredibilmente sincero a Sogni di Tricolor e al suo ideatore.
Non vale la pensa vivere una vita senza credere nei sogni, e questo libro lo ricorda con sincerità e semplicità. 
In bocca al lupo ed auguri ai tuoi libri...alle tue creature...
Francesco.
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

sabato 15 luglio 2017

..unme ne son dimenticato..

Augurio n° 12
"SOGNI DI......" Bollins
... ... ... ... ...
Unme ne son dimenticato...
Ma tra sundas, fax, libri in tribunale, sconcerti ds, Fascetti allenatore, stankovic, Anderson e fiaccolate anti VCG un ci capisco più nulla....
voglio i fax della Colombia e puliga....presente distopico altro che futuro!
Signorina quale merce vende prima: coca cola, cocaina o... la Fiorentina?
Tra qualche giorno si riprende Riganò altro che sogni di tricolor...

ps. nella nuova libreria t'ho messo qui...accanto a Ben...bada che onore....che la vuoi meglio di recensione?
Comunque....se un ti va bene ti sposto.... : - )
Caifamp
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

venerdì 14 luglio 2017

Auguri doppi ed extra...

Augurio n° 11 *
* augurio un po' particolare, una piccola pausa dai commenti arrivati (GRAZIE ancora) che riprenderanno domani. 
Oggi è un giorno "speciale" ed allora uso lo spazio degli auguri a Sogni di Tricolor per farne doppi. 

"SOGNI DI......" Giancarlo
... ... ... ... ...


Insieme di "RICORDI CHE HANNO PRESO" campo importante in questa particolare giornata di metà luglio. Corrono via lungo strani percorsi e verso strane coincidenze.
Una giornata dal sapore particolare per molti, per qualcuno in particolare, per me sicuramente. Così guardo quella copertina e mi viene naturale pensarci di più oggi.
Al fatto che "molto probabilmente" saresti stato orgoglioso di essere protagonista della copertina del romanzo del tuo "lele" e di quella dedica numerica tutta per te.
Auguri uomo coi baffi.

...il mio personale angelo custode che dall'alto non perde un colpo. E, quasi per ringraziarlo, quando c'è stato da scegliere il numero di maglia, non potevo che puntare sul suo numero preferito, quel 14 pieno di significato che da oggi diventa il mio compagno di viaggio in questa avventura, un modo per sentirlo ancora più vicino...
(...ventiduesima giornata...)
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."

Borja sempre il mio sindaco

Kiave di lettura n° 243
Non sono un accanito contestatore della famiglia Della Valle, così come non riesco a non vedere l'infinita sequenza di errori strategici/operativi/comunicativi che purtroppo hanno messo in fila, soprattutto nell'ultimo periodo, lungo un bel po'.
Non mi metto "A CAMBIARE FACCIA" adesso ma è innegabile che dalla fine campionato ad oggi sono arrivate solo botte serie alla poca credibilità e fiducia rimasta ma soprattutto alla passione ormai veramente flebile.
In particolare c'è l'addio al nostro sindaco, quello vero. Al giocatore che più di tutti in questi anni ha rappresentato orgoglio e speranza viola. Non il migliore forse, non ai livelli dei grandissimi di Firenze, non il più decisivo. Ma il più viola.
Quello che aveva legato la sua vita professionale a Firenze, sposando il giglio e piazza del Duomo, la "c aspirata" e la Curva Fiesole, il viola ed i suoi derivati.
A pensar male viene quasi il sospetto che l'abbia sposata troppo Firenze e che questa abbia infastidito invece che inorgoglito nella stanza dei bottoni.
Figuriamoci, Firenze resta "città d'arte e va in culo a chi arriva ed a chi parte". La Fiorentina ha sopravvissuto agli addii di Antognoni, Baggio e San Gabriel tutti e tre nettamente più importanti/forti/campioni/leader del buon Valero Iglesias e per me da quel 14 maggio 2000 (ultima di Bati a Firenze) non sono più esistiti giocatori da poster in camera. Però Borja in qualche modo aveva riaccesso qualcosa e questo addio quindi non è banale. Fa male doppiamente.
Perchè la passione come ho scritto in questi anni è davvero flebile. L'attaccamento ed i riconoscimento nei colori anche. La voglia di inneggiare quasi del tutto sparita. Gente che si tatua Firenze addosso senza apparire ridicola merce introvabile. Borja era ed è tutto questo. 
Non sarà stato indispensabile a livello tecnico (e su questo mi piacerebbe parlarne...), non decisivo, non determinante (ed anche qui vorrei discuterne..) ma rappresentava il colore Viola, quello acceso. E' stato mandato via per una plusvalenza ed un contratto troppo oneroso. Onestamente questa cosa mi fa schifo. Al fatto che sia voluto andare via lui per il gusto di andare all'Inter può crederci solamente chi in questi cinque anni guardava il tennis o il pingpong. Per questo lascio la mia Kiave di Lettura di oggi al suo saluto, alle sue parole, alla sua dimostrazione di grandezza, di affetto, di non banalità.
Ciao Borja, mio sindaco.

È stato molto complicato scrivere queste righe, tramutare i miei sentimenti in parole scritte, l’ho fatto con il groppo in gola, ma dopo tutti questi bellissimi anni a Firenze è il minimo che io possa fare.Devo ringraziare tantissime persone e volevo cominciare ringraziando tutti i miei compagni di questi anni: abbiamo lottato, sofferto, riso e pianto...sempre uniti. Un ringraziamento particolare lo devo ad un compagno per me molto speciale: Gonzalo. Siamo arrivati insieme amico, a fari spenti e piano piano ci siamo guadagnati la stima e l’affetto di tanti. Abbiamo vissuto tante bellissime cose insieme, dentro e fuori dal campo. Ti ricorderò sempre....Grazie di cuore Capitano.
Vorrei continuare ringraziando tutti i dipendenti dell' ACF Fiorentina ed, anche in questo caso, un saluto speciale va ai magazzinieri Leo, Romeo, Dudu e Hamid, a Maria e Manuela della lavanderia: tutti loro sono una parte fondamentale della squadra, lavorano nell'ombra per noi, rendendoci le cose più semplici. Ringrazio i fisioterapisti, i dottori, Daniela Aprile, Gigi e Giancarlo.
Ringrazio Mister Montella e tutto il suo Staff per avermi reso partecipe di una Fiorentina bella, vivace, divertente per noi e per tutte le persone che ci guardavano.
Ringrazio Paulo Sousa e il suo Staff per aver creduto in me e per averci regalato qualche mese di sogni e grandi soddisfazioni quando eravamo primi in classifica. Non posso dimenticare Pradè e Macía, che mi hanno portato a Firenze e sono sempre stati disponibili e pronti ad aiutare noi giocatori e tutte le persone che avevano bisogno di un supporto.
Ringrazio di cuore tante persone fuori dal contesto calcistico che sono state punti di riferimento importanti per me e la mia famiglia: Papero e Susi, i nostri amici della Settignanese, quelli di via Marconi, i Banderai degli Uffizi, il Comune, il Sindaco (quello vero), le famiglie Badalassi, Bicci, Mugnaini, Ciani, Miniati, Principe Mignardi,gli insegnanti e il personale delle scuole dove andavano i miei figli, i ristoranti, le caffetterie e i negozi che mi hanno sempre accolto come a un Fiorentino doc ed uno di famiglia.
Un ultimo abbraccio simbolico a tutti i Fiorentini...con il loro senso dell'umorismo, il loro accento e la "C" aspirata, il loro senso d’appartenenza unico al mondo che mi "è garbato sempre un monte"....siete unici.
Grazie di cuore a tutti i tifosi Viola per essermi sempre stati accanto, anche nei momenti più difficili; non dimenticherò mai le emozioni che mi avete fatto sentire. E che dire della Curva Fiesole...grazie per il vostro immancabile e costante sostegno alla squadra e a me personalmente: non mi avete mai abbandonato e non potrò mai ripagarvi di tutto l'affetto che mi avete dato. Grazie di cuore. Voi tifosi siete e sarete sempre la Fiorentina.
Ringrazio i fratelli Della Valle con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto.In questi 5 anni anni ho sempre lavorato con la voglia di un bambino, dando l'anima per questa maglia...dall'esordio in Coppa Italia contro il Novara fino alla mia ultima, al Franchi, contro il Pescara. Non ho mai creato un problema o detto una parola fuori posto, ma la relazione con la nuova Direzione Sportiva ha spezzato tutto;
 non mi restava altro da fare che andarmene per il bene di tutti. Sono andato via con la coscienza tranquilla e a testa alta, con tanta voglia di cominciare questa nuova
esperienza e godermi al 100% questa nuova avventura. Chi mi conosce, e a Firenze sono in tanti, sa come realmente sono andate le cose.
Mi auguro di non mancarvi come calciatore, ma, almeno un po’, come persona.
Vi voglio un bene infinito, grazie mille di tutto e viva Fiorenza sempre!

giovedì 13 luglio 2017

Un anno fa

Augurio n° 10
"SOGNI DI......" Galga
... ... ... ... ...
Un anno fa vi siete affezionati a Giancarlo , il Saso , Fabry e tutti gli altri protagonisti di questa storia, beh ci sarebbe molto altro da raccontare. 
Le vite sono andate avanti più o meno regolari , più o meno incasinate, ma sempre con una garanzia: Giancarlo ... il collante di tutto e tutti, presente in ogni occasione fisicamente o anche solo con un semplice messaggio. 
Questo libro racconta come gli altri sia stato presenti nella vita di Giancarlo, quello che manca  invece è il racconto di quanto sia stato importante Giancarlo nelle nostre vite. 
Tra abbraccioni e congiuntivite, una presenza sensibile e un punto di appoggio per tutti noi.
Grazie ancora, ed ora e tempo di mettere per scritto quella seconda parte!
A dopo
Salga
... ... ... ... ...

Vuoi valutare se questo parere è condivisibile?
"E guai a chi ci sveglia..."