domenica 17 dicembre 2017

Prova del nove

Campionato - 17^ Giornata
FIORENTINA - GENOA = 0-0
GOAL: ------
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Importante parata nel primo tempo che non indirizza la partita nel verso sbagliato
Laurini 5,5
Poca spinta e sofferenza su Taarabt
Pezzella 6,5
La solita gara di sostanza e grinta, sfiora anche il vantaggio
Astori 6
Gioca una partita precisa e nulla più
Biraghi 5+
Spinge ma con molta imprecisione soprattutto al tiro, in affanno in difesa non appena il Genoa spinge
Benassi 5 
Notevoli passi indietro rispetto a qualche prestazione fa
Badelj 5,5
Prova a ricucire il gioco ed impostarlo ma con poca lucidità
Veretout 6,5
Prova a metterci la solita grinta ma questa volta ci riesce solo in parte. Apprezzabile grinta e spinta che anche da metà campo riesce a dare
Chiesa 6,5
Corsa, grinta e voglia. Sembra il solito commento standard ma ogni giornata garantisce questo apporto
Simeone 5
Non punge e per un centravanti è un gran limite
Thereau 5
Poco poco poco
Babacar 5
Non entra in partita
Esseryc 5
Vedi Babacar
Gil Dias 5
Vedi Esseryc
All. Pioli 5,5
Squadra sgonfia e con non troppe idee, prova a cambiarla ma con scarsi risultati
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Thereau
LA PARTITA
Dopo le due partite comunque positive di Napoli e del turno superato di Coppa Italia, l'arrivo del Genoa rappresentava la classica prova del nove. Tanto per non sbagliare, schieriamo la formazione che ormai più che titolare è diventata unica, tanto da cominciare ad essere prevedibile nel gioco e nei movimenti. 
L'inizio della partita è precisopreciso per il nostro ingresso sui gradoni della Fiesole illuminata da un sole freddo ma importante, tanto da farci ringraziare come al solito il simpatico ideatore della tettoia in maratona che rende la visione del match ancora più complicato, come se l'HB e la Becks versione Faxe non ci avessero già messo briscola e carico. Le due cose mescolate insieme portano ad avere del primo tempo una visione un po' offuscata tanto che servirebbe un bel cappellino con tesa e un bel bricco di caffè. In assenza delle due soluzioni vediamo un Genoa che inizialmente ci mette in difficoltà con Taarabt che partendo largo non trova molti ostacoli e impegna Sportiello che ci tiene in piedi. La nostra reazione è poco incisiva ed anzi è lo stesso Genoa che ci prova ancora con poca precisione. Con l'andare dei minuti troviamo qualche spazio in più ma i pericoli non sono esattamente il nostro biglietto da visita e non siamo pungenti per niente se non per una giocata al solito ficcante di Chiesa. Nel finale Biraghi in avanti è volenteroso e ci prova (ben due volte) ma con scarsi risultati.
Si riparte nella ripresa con una decina di minuti di fuoco: tentativi, pressione e giocate tra cui ne spicca una in cui Simeone si sgrana un gol "TRA PALCO E REALTA'". Ad essere pericoloso come sempre è Chiesa che per poco non ci fa esultare. Per rifarci ci proviamo col Borghetti doppio, ma i risultati sono scarsi quasi come il triplo cambio di Pioli che solo al rientro a casa ci fa dire "ah, dice che è entrato Gil Dias". Alla fine in realtà cambi ed avvicinarsi del fine match rendono la partita ancora meno viva e lo 0-0 non è che la normale conclusione di una partita che non è riuscita ad accendersi davvero se si tolgono quei dieci minuti della ripresa e quella doppia versione tra Moonshine e birraio di stadio.
Era una prova del nove, e non è riuscita per nulla bene. Ci sono stati alcuni minuti in cui il gol ed il vantaggio sembrava nell'aria e soprattutto poter arrivare da un momento all'altro, ma dieci/venti minuti in una partita intera sono troppo pochi, specie se contro una squadra apparsa poco più che ordinata. Peccato perchè sono queste le nostre partite e non sfruttarle, per di più non provarci neanche troppo a farlo, è davvero un grandissimo peccato ed un'occasione clamorosamente buttata.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...gli ho visto fare un paio di cose...mmmm....e non parlo del gol mangiato...l'è argentino, c'ha proprio il Bati dentro..."

sabato 16 dicembre 2017

Rileggendo...

Kiave di lettura n° 266
Quando mi capita di avere un po' la penna "scarica" mi viene abbastanza spontaneo ricercare e rileggere cose scritte un po' di tempo fa. Ed allora "spulcio" vecchi blocchetti, idee scritte in mesi/anni passati e post datati di questo blog, per tenere "VIVO ABBASTANZA" quell'inchiostro che in quella penna sembra essere poco intenso e non troppo fluente.
Tra le cose rilette con soddisfazione ci sono dei post scritti nell'ambito di un appuntamento fisso di ogni giovedì di qualche anno fa: il "Writing Tuesday".
Ne ho trovati alcuni che mi sono davvero piaciuti, ma soprattutto uno che mi ha fatto sorridere divertito e la cosa non fa mai male.
Ed allora per questa Kiave di lettura tiro fuori dalla naftalina di questo blog Gianni e la sua faccia tosta.
Buona (ri)lettura, sperando che strappi anche a voi quel sorriso....

SINGLE
La discoteca è come sempre molto affollata, forse ancora di più di come mi ricordavo. Sarà che era tanto che non ci mettevo piede o sarà che arrivando più tardi del solito abbiamo beccato l'ora di punta e di massima presenza. Mi guardo intorno, sperando di vedere qualche faccia nota che mi faccia sentire un pò meno sperso di come mi sento adesso ma non trovo nessuno tranne Marco che è venuto con me.
"Pienotta la situazione è?"
"Mai vista così fitta, guarda che coda per le bevute"
"Ecco...ed a me che serviva proprio quella per buttare giù la coda dell'ingresso..." dico mentre ripenso alla snervante attesa ed alla solita manfrina dei buttafuori che ti fanno penare per entrare perchè devono prima sistemare gli amici e gli amici degli amici ma che sicuramente io non conosco e quindi resto in coda.
"Vista la coda ci conviene intanto avvicinarci..."
E così andiamo verso la cassa per fare lo scontrino e ci incolonniamo dietro due belle ragazze, una delle quali con un vestito nero molto provocante, di quelli che scatenano automatici pensieri....diciamo di una luce rossa molto intensa.
"Certo ha un bel coraggio a farsi vedere di nuovo qui..." le sento dire con un tono alto quasi urlato come se volesse farsi sentire dal resto della discoteca più che dalla sua amica
Io guardo Marco come per dire "ce l'ha con te?" e lui sorride facendomi intendere che ha capito ma che non la conosce.
"E fa anche il finto tonto..." prosegue sulla stessa nota altissima aggiungendo anche uno sguardo che lascia pochi dubbi.
Allora capisco che evidentemente ce l'ha con me ed avvicinandomi le chiedo col sorriso:
"Scusa non riesco bene a "SENTIRE IN QUESTO RUMORE", dicevi a me?"
"Secondo te?"
"Beh secondo me no..."
"Gianni smettila..." dice quasi urlando, tanto che se non fosse per il fatto che so di non chiamarmi Gianni e per il fatto che oltre il vestito provocante la ragazza è tutta molto provocante le chiederei scusa scappando via.
"Guarda ci deve essere...." provo a dire sempre col sorriso.
"S M E T T I L A !" dice urlando e quasi piangendo si volta e smette di guardarmi.
"Via anche te però Gianni a venire qui" sento dire da quel bastardo di Marco che prima stava ridendo come un disperato ed ora fa il serio ed il dispiaciuto.
"No, no, ci manchi solo te" gli dico e non riesco a trattenere una risata.
"Allora, già sei indelicato da morire a venire qui con lei che soffre poi che tu debba anche fare il finto tonto proprio è intollerabile" mi dice l'amica mentre mi fulmina con uno sguardo mentre la ragazza provocante continua a darmi le spalle.
"Io mi vergogno per te" aggiunge l'amico del giaguaro che mi son portato dietro.
"Ecco, prendi esempio dal tuo amico che mi pare più sensibile" dice sempre l'amica.
"Scusalo tanto, a volte vorrei quasi non essere suo amico" dice Marco con aria da attore navigato.
"Scusate potrei dire qualcosa anche io?" dico tra il rassegnato ed il divertito.
"Te devi solo stare ZITTO! Hai capito?" mi urla la ragazza, che se non fosse totalmente pazza probabilmente avrei già invitato a ballare o a bere qualcosa.
Mentre quasi tutta quella parte di discoteca si sta interessando al nostro caso sento il mio carissimo amico dire:
"Su Gianni per favore stai zittino, non vedi che peggiori solo le cose" veramente serio, tanto che se non lo conoscessi come le mie tasche direi che davvero è in imbarazzo per me.
In quel momento vorrei esplodere in una risata totale o mandare davvero a quel paese Marco, ma mi trattengo. E come d'incanto ci guardiamo tutti e quattro negli occhi, tutti aspettano che dica qualcosa io, dopo l'ennesima sfuriata della ragazza e l'appassionata difesa di Marco. E così....
"Beh.....non so che dire. Hai ragione. Non ci sono giustificazioni per quello che ho fatto prima di stasera ed anche stasera. Quando ti ho vista, non riuscivo a trovare le parole per scusarmi, ed ho pensato che facendo lo spiritoso la situazione potesse in qualche modo alleggerirsi. Ti chiedo davvero scusa" le dico guardandola fissa negli occhi e vedendo pianopiano un briciolo della sua rabbia sciogliersi.
"Anche a lei devi chiedere scusa" mi fa Marco che ovviamente deve metterci il carico.
"Chiedo scusa anche a te" dico alla sua amica, cercando di imitare Marco nell'interpretazione.
Le due mi guardano quasi impietosite e ritirato lo scontrino per la bevuta se ne vanno senza aggiungere una parola, se non un "Ciao e grazie" per Marco che ovviamente una volta allontanate scoppia in una fragorosa risata e si becca dello "Stronzo con la S maiuscola" da me che glielo dico ridendo mentre guardo allontanarsi il bel vestito provocante che a differenza di quanto avevo pensato all'inizio mi fa fare altri pensieri del tipo "ripensandoci, non è mica così male essere  SINGLE ".

mercoledì 13 dicembre 2017

Ai quarti

Coppa Italia - Ottavi di Finale
FIORENTINA - SAMPDORIA = 3 - 2
GOAL: Babacar, Barreto, Veretout (R), Ramirez (R), Veretout (R)
LE PAGELLE
Dragowsky 6
Un buon intervento prima di subire il secondo gol, un po' fermo sui due pali
Gaspar 5,5
Impreciso e confusionario, ma una buona spinta
Pezzella 6,5
Solito muro, sfiora anche il gol nel primo tempo
Astori 5,5
Gara quasi sufficiente macchiata da un rigore netto quanto evitabile
Biraghi 6-
Si propone poco in avanti ma soffre meno del solito in difesa e soprattutto non fa danni
Benassi 6
Un gran assist per Babacar al via, poi una gara soprattutto di muscoli e corsa
Sanchez 5
Infiniti errori in appoggio ne fanno apprezzare meno del meritato l'apporto in mezzo al campo
Veretout 7,5
Corsa e grinta, da leader anche la trasformazione di due rigori pesanti
Chiesa 5,5
Confusionario ed anche un po' in difficoltà fisicamente nonostante la solita grinta
Babacar 6,5
Un gol ed un rigore procurato nonostante la serata al solito svagata
Saponara 5+
Davvero poca roba il suo contributo, un + d'incoraggiamento
Simeone 5,5
Poco preciso nei controlli ed ancor meno pericoloso
Victor Hugo 6
Serve per rinforzare la linea difensiva, fa il suo
Eysseric SV
All. Pioli 6-
Poco turnover, squadra un po' lenta e con la paura addosso. Non azzeccatissima la scelta della pseudodifesa a 5 ma squadra che trova tre volte il vantaggio e la qualificazione.
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Sanchez
LA PARTITA
Un pizzico di turnover e tanto traffico fanno sì che il gol lampo di Babacar al 100° secondo lo sento urlare da Guetta come non mi accadeva da un po'. All'esordio stagionale da titolare il buon Baba chiarisce a tutti che se solo si riuscisse a "regalargli un po' di voglia ed un po' di cervello" (cit.) avremmo svoltato noi e lui. In realtà, l'approccio perfetto della gara dura una decina di minuti poi piano piano veniamo presi da una sorta di melinite mista a timore di scoprirci che ci porta ad abbassarci ed a proteggerci più che a continuare a giocare. Proteggerci non si sa bene da cosa visto che la Samp sembra abbia meno voglia di noi e Dragowsky (un altro all'esordio da titolare) soffre di solitudine ed un po' anche di freddo. Pezzella di testa sfiora il 2-0, ma sarà praticamente l'unica azione degna di nota di un primo tempo che una volta arrivato a casa mi fa più volte rischiare la pennica. Nasce quasi per caso, da un tiro sballato di Sala, il pareggio doriano di Barreto; giusto in prossimità del finale di un primo "TEMPO DA TENERE" non certamente nella categoria "memorabile". Si va alla doccia sull' 1-1
Si ricomincia senza fretta ed a ritmi bassi, quasi in fotocopia col primo tempo. E come il primo tempo a sbloccare la situazione, anche se più avanti a livello di minutaggio, ci pensa Baba che in area subisce un fallo segnalato dalla VAR (ed a mio parere un po' leggero) e si procura un rigore che Veretout trasforma in modo impeccabile. La Samp a questo giro ci sta poco e spinge un po' di più, tanto da innescare un paio di minuti da girandola: nell'ordine serpentina di Ramirez (buona uscita di Dragowsky), traversa di Barreto ed infine palo di Caprari. "L'è maturo" si direbbe, ed infatti Ramirez entra in area con una buona iniziativa e viene steso da un Astori fuoritempo. Rigore e gol. Ancora pareggio. Vien da dire "menomale s'è messo la difesa (quasi)a 5" visto l'ingresso di Vitor Hugo per Biraghi proprio poco prima della suddetta girandola . Ci ributtiamo di nuovo tutti in avanti come in una sorta di "casino organizzato" ed al terzo cambio della Samp mi viene da scrivere "stai a bada Murru". Il senso era onestamente un altro ma azzecco il pronostico: fallo di mano dello stesso terzino non appena entrato, ri-VAR e ri-rigoreVeretout sceglie lo stesso angolo, stesso tiro perfetto e finisce 3-2
Andiamo quindi avanti in Coppa Italia dopo una partita che per l'80% è sembrata, per ritmo ed intensità, una partita d'allenamento infrasettimanale contro lo sparring partner . Una partita "fredda" tra pochi intimi (strano no? alle 17,30 di mercoledì 13 dicembre c'era da aspettarsi pienone e clima torrido) che però aveva un unico obiettivo: qualificarci ai quarti. Missione compiuta, qualificazione arrivata e pratica archiviata.  Ed ora.....missione Santo Stefano all'Olimpico....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Babacar te 'untulovuoi titolare...invece Barreto si sa che segna in continuazione...:-)...comunque s'è vinto ai rigori..."

La bellezza del duello

Kiave di lettura n° 265
Il derby di Manchester, che domenica non è andato esattamente come speravo (vista la mia passione mai nascosta per Mou), mi ha fatto venire in mente una grave mancanza.
Infatti un po' di tempo fa ho finito di leggere un libro MOLTO interessante e gradito, la cui recensione era rimasta "nella penna".
Mi sembra quindi la settimana giusta per porre rimedio a questa mancanza e rimediare con questa Kiave di lettura.
PAOLO CONDO' - "Duellanti" - Baldini&Castoldi
Tra i regali un po' "succhiellati" per mantenere vivi attenzione e piacere c'è stato per un po' di tempo questo libro. Regalo super azzeccato (GRAZIE) sin dall'apertura del pacchetto, visto che ne avevo già sentito parlare e che ha poi confermato in pieno tutte le alte aspettative che potevo avere.
La cosa che mi lasciava ben sperare era si l'argomento, ma soprattutto la firma dell'autore, di "CHI CI PORTA FINO ALLA" magia del racconto e dell'aneddoto attraverso parole chiare e perfettamente collocate come i colori in una bella fotografia. Di Paolo Condò infatti apprezzo stile, ironia e preparazione, tre doti ben mescolate ed ugualmente presenti nei suoi interventi, articoli o interviste. Ovviamente l'argomento deve interessare ed ovviamente la passione calcistica deve essere presente nel DNA del lettore, ma poi la capacità dello scrittore va ben oltre. Come dice un po' il titolo ed un po' la copertina, il libro è basato su un rapporto contrastato alla base di una rivalità assoluta e speciale di due allenatori tra i più famosi e vincenti: Guardiola e Mourinho.
La cosa che più ho apprezzato nel libro è la totale mancanza della retorica nel descrivere il rapporto/scontro e nel non dipingere i due come la rappresentazione banalotta del confronto che spesso viene spontaneo tra il bello (Guardiola) ed il brutto (Mourinho), tra il buono (Pep) ed il cattivo (Mou), tra il calcio spettacolare (lo spagnolo) e quello pragmatico (il portoghese), tra la disponibilità (Guardiola) e l'arroganza (Mourinho).
Sono caratteristiche che emergono nel libro, ma non sono nette e battezzate. Sono elementi che un abile scrittore come Condò non descrive come già appurate ma che lascia al racconto, per poi far emergere alla fine anche altri contorni, altre sfumature, altre chiavi di lettura.
La cosa che mi ha invece sorpreso è stata la trama che il libro ha. Aneddoti e racconti su due protagonisti come questi, possono essere milioni per un giornalista così competente. Condò decide invece di prendersi uno spazio temporale relativamente breve e concentrare in questo "breve spazio" tutto il libro. Meno di venti giorni di ripetuti incontri/scontri all'interno di un "Clasico" che in loop andò in onda ben quattro volte nel 2011 (Copa del Re, Liga e doppia sfida di Champions). Di questi pochi giorni viene descritta la cronaca ma soprattutto tutto quello che alla cronaca sta dietro, accanto e vicino: la passione della sfida.
Dal modo di affrontare la sfida continua dei due "...se Mourinho riesce a sconvolgere l'imperturbabilità di Guardiola, trascinandolo in una rissa nel fango, le sue chance crescono in maniera esponenziale..." alle caratteristiche diverse degli stessi duellanti "...uno degli aspetti più significativi della dialettica di Mourinho: la certezza che in ogni discorso, conferenza stampa o intervista che sia, un nuovo limite possa venire raggiunto..." "...Guardiola non sa polemizzare, non è nella sua natura: è tanto bravo nell' incassare quanto goffo e persino ridicolo nei rari casi in cui sceglie di attaccare a freddo qualcuno...". In tutto questo Condò non dimentica di colorare il racconto e la storia con il suo stile "...chi ha subito un danno è pericoloso perchè sa di poter sopravvivere..." e le sue profonde conoscenze "...tutti vorrebbero diventare come Cristiano Ronaldo, ma in pochi hanno presente quanto lui lavori per mantenere il suo status..." "...un tempo Maradona diceva del fido Burruchaga "dargli il pallone è come metterlo in banca" per Xavi è qualcosa di simile, anzi di molto di più..." mischiate bene con la cronaca e con gli spunti che questa produce "...Mourinho l'ha definitivamente trascinato in un uno contro uno molto personale, troppo personale..." "...gli costa una fatica indicibile la gestione della guerra fuori dal campo..." senza ergersi a valutatore o calarsi nell'arena come "tifoso".
Il libro racconta di quei quasi venti giorni correndo veloce, senza soste o rallentamenti e facendo tenere un ritmo alto al lettore quasi come una partita di costante pressing e giro palla. Alla fine, come dicevo prima, non è classificato il bene ed il male, il vincitore e lo sconfitto, il modello e la sua antitesi; dall'analisi e dalla lettura del libro ognuno può rimanere affascinato dalle caratteristiche portoghesi, spagnole o da entrambe. Secondo la propria "lettura", secondo il proprio personale tifo. Ma soprattutto tutti non possono che sentire partire automatico fascino ed ammirazione vera per la penna dell'autore e per il duello:
"...una stagione nella quale ha terribilmente patito l'assenza del suo nemico preferito....perchè in definitiva è questo il vero tesoro, la vera ricchezza che trasforma vite e carriere: un oppositore - che sia nemico, rivale o avversario in fondo non importa - che ti costringa a dare il meglio, pena la sconfitta.."
BIGNAMI: si sarà certamente capito, "Duellanti" per me vale cinque stelle su cinque di valutazione ed un consiglio davvero spassionato: leggetelo.

sabato 2 dicembre 2017

...mi raccomando, eh...

Kiave di lettura n° 264
Un paio di giorni fa il mio inviato di fiducia mi ha segnalato questo video:

chiedendomi "ma tu al posto di Moutinho che fine gli facevi fare?!?!?". La risposta, ovvia ed anche un po' offesa per il suo cattivo retropensiero, è stata "mi sarei congratulato con lui a fine partita" cercando di fare il serio, convinto che non mi avrebbe mai creduto. Mentre cercavo di interpretare al meglio quella frase mi è tornato alla mente ben altro..... 
... ... ... ... ... ... ... ...
Serata umida, non proprio da "FREDDO CANE IN QUESTA PALUDE" ma nemmeno da manica corta. Ci finiamo di preparare, facciamo "la chiama" con "satellite" che, noi del Geppo, ormai ci conosce a memoria e cominciamo ad uscire dal container trasformato in spogliatoio. I soliti lenti si attardano nel metti parastinchi, metti calzettoni, aggiusta pantaloncini, tipico del vero professionista o meglio del cazzaro a chiacchiera.
GEPPO TEAM
Mentre stiamo per uscire bussa ed entra un ragazzo alto con la maglia avversaria che gentilmente ma con il giusto piglio ci dice:
"Guardate, rientro oggi dopo tanto tempo. Mi sono operato alla caviglia" e la indica dentro una delle due scarpe nuove di pacca. "Mi raccomando, andateci piano..." chiude sorridendo. Il "chissà perchè guardava te mentre parlava" è reciproco tra me, Rone improvvisato portiere e la spalla sicura di mille avventure, partite e cartellini.  
La partita inizia, a battere è il dieci che serve proprio il ragazzo alto con le scarpe (e la caviglia) nuove. E' bravino e salta subito in dribbling il primo avversario e si pone nelle condizioni di avanzare e puntarmi. Tempo record cinque secondi o poco più. Prova la finta  ma resto fermo. Primo doppio passo, secondo. Piede attorno al pallone che resta fermo, una volta, due, tre e tocco di esterno per cercare lo spazio del tiro.
Ed è proprio in quel momento che in coro o quasi sento un "eccoci" ed un "'bono...piano..." proveniente dal portiere improvvisato e dalla spalla sicura che mi conoscono meglio delle loro tasche. Coro che però parte troppo tardi, entrata diretta e forte (ma non cattiva...almeno non assassina...) per l'appunto sulla caviglia del "mi raccomando" che da terra mi guarda stupito mentre a tempo di record vengo ammonito, neanche un minuto..
"L'avevo anche detto..." gli sento dire. "Eh ma al terzo doppio passo..." borbotto.
... ... ... ... ... ... ... ...
Ecco, la risposta sincera all' inviato di fiducia è stata scritta in realtà qualche anno fa.....spero che mi perdonerà il tentativo di bugia..... ;-)

domenica 26 novembre 2017

Ri-BabaVAR e qualcosina di più

Campionato - 14^
LAZIO - FIORENTINA = 1-1
GOAL: De Vrij, Babacar (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Un rinvio sballato che poteva costare caro, respinge un tiro velenoso di Luis Alberto, non fa l'interventone sul gol ma nella ripresa salva su un gran tiro di Immobile e su una pericolosa inzuccata di Parolo
Laurini 5,5
Soffre maledettamente Milinkovic e Luis Alberto e non sembra poter tenere botta, si arrangia come può ma non arriva alla sufficienza
Pezzella 7
Sul gol lascia in gioco De Vrij, dopo si riprende e diventa il solito leader. Nella ripresa il migliore, dietro un muro e quando si butta avanti nel finale trova il rigore e una rovesciata che poteva essere storica per un gol bellissimo. 
Astori 6-
Un paio di chiusure decisive, in alcuni momenti in affanno ma sempre sulla linea di galleggiamento
Biraghi 5,5 
Si vede poco, soffre Marusic nel primo tempo e nella ripresa non dà niente in fase offensiva 
Benassi 6-
Buono il passo ed il pressing iniziale, poi cala molto nella ripresa
Badelj 5
Un contrasto importante ad inizio gara poi non dà segni di vita fino a ripresa inoltrata con un altro contrasto. Nel mezzo qualche passaggio ma poco altro. 
Veretout 6,5
Aggressivo, tiene botta e ci prova con tiri da fuori poco precisi o troppo centrali
Chiesa 6,5 
Corsa ed un gran bel movimento per un assist non sfruttato nel primo tempo. Nella ripresa cambia diverse posizioni ma si conferma leader ed anima di questa squadra
Simeone 5+
Qualche timido segnale, troppo poco
Thereau 5,5
Inizia voglioso e pericoloso poi sparisce non avendo più fiato
Babacar 6,5
Poco impatto ed un tiro strozzato su un'occasione che poteva essere pericolosa. Poi si fa male e sembra trotterellare fino alla fine quando capita l'occasione del rigore decisivo. Freddo sigla il pareggia
Vitor Hugo 6
Compitino fatto, non impossibile
Saponara sv
All. Pioli 6--
Formazione di default, inizio promettente poi la squadra cala, nella ripresa cambi che non convincono e pari acciuffato grazie ad un Pezzella improvvisato centravanti
IL MIGLIORE: PEZZELLA
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA
Dopo la brutta partita di Ferrara arriva la seconda trasferta consecutiva. Sale il livello, nettamente, rispetto all'impegno con la Spal visto che davanti abbiamo probabilmente la sorpresa di questo campionato, la Lazio, che viene però dalla delusione del derby perso. Arriviamo con la squadra titolare, che a sensazione, Pioli non cambierebbe mai salvo infortuni o squalifiche. Cominciamo bene, squadra corta e pressing alto, senza paura cerchiamo la Lazio e la sfidiamo con un buon ritmo. Giochiamo con aggressività e per una ventina di minuti abbondanti diamo la sensazione di esserci, "non mi pare si giochi malissimo" (cit) vien spontaneo pensare. Pericolosi lo siamo però poco o nulla, con un tiro velleitario di Thereau ed un colpo di testa morbido di Simeone. La sensazione di buona partita è amplificata dal fatto che dietro, tranne un rinvio sballato di Sportiello che causa giallo ad Astori e punizione dal limite non sfruttata dai laziali, sembriamo soffrire il giusto. Sembra. Perchè con la prima punizione da trequarti, cross morbido in area, linea del fuorigioco sbagliata ed "ANCHE STAVOLTA NESSUNO CHE CI" salva dall'inevitabile: 1-0 gol di De Vrij. Proviamo a reagire ma quando si arriva a trequarti ci perdiamo e l'ultimo passaggio o è un appoggio dietro per un tiro da fuori sballato o poco altro. Unica eccezione una bella palla profonda di Benassi per Chiesa che trova il cross giusto e forte per Simeone che fa meta. Tranne una bella giocata di Luis Alberto si va all'intervallo senza sussulti.
Riprendiamo da inizio ripresa come inizio primo tempo, abbastanza vivaci e su uno scambio Thereau/Chiesa costruiamo una bella occasione concretizzata però con un tiro troppo centrale. Dopo ci sono solo un paio di tiri di alleggerimento da fuori e poco altro ma la potenza e la pericolosità è altra cosa. Nel frattempo Baba per uno stanchissimo Thereau e Vitor Hugo per Laurini ed onestamente nessuno la capisce l'utilità di mettere tre difensori contro il solo Immobile e soprattutto portare Chiesa lontano dalla porta, che nel grigiore offensivo è tra i pochi a farti sperare qualcosa. Attorno alla mezz'ora alcuni ribaltamenti di fronte accendono la partita ma poco o nulla cambia e all'ennesimo tiro a due all'ora centrale vien da dire "ci si facesse a fare un tiro, un ti dico angolato, ma almeno non in bocca al portiere un sarebbe male" (cit). Entra Saponara ma non si nota granchè, Chiesa continua a fare confusione ed a sportellate, ma è l'unico che pare vivo, insieme a Sportiello che salva un paio di volte dal raddoppio laziale. Poi in un finale da "palla lunga" Pezzella si porta avanti e diventa il più pericoloso attaccante, in pochi secondi si procura il rigore e con una splendida rovesciata costringe il portiere laziale ad un miracolo. Dopo un minuto di VAR è rigore per appunto fallo sul difensore argentino. E di nuovo il BabaVAR colpisce: 1-1.
Alla fine portiamo via un altro punto (più prezioso di quello di Ferrara) da una trasferta difficile, dopo una prestazione non negativa anche se in molti tratti della partita la squadra dava l'impressione di non essere mai pericolosa. Non abbiamo sofferto troppo una squadra più forte di noi in questo momento, che però ha mostrato di non avere fenomeni e di non essere esattamente una schiacciasassi. Prendiamo questo punto, sperando che dia a tutti l'idea che non è proprio impossibile pensare di "giocarcela" e magari dando anche quel coraggio e quella convinzione che in molte occasioni sembra mancare quando arriviamo sulla trequarti. 
FORZA VIOLA...sempre...

sabato 25 novembre 2017

Per giorni non uguali

Kiave di lettura n° 263
Ci sono giornate che ti toccano di più, anche se sono "battezzate" come la giornata di... e questa cosa non ti ha mai "esaltato" più di tanto. Ci sono pensieri infatti che quasi in automatico in ogni 25 novembre si accendono e diventano protagonisti. Arrivano e ti lasciano amaro in bocca e senso di vuoto misto a rabbia, per quella violenza fisica, mentale, psicologica, minacciosa, subdola, evidente, inconscia, mostrata ma soprattutto sempre SCHIFOSA
Pensieri e sensazioni protagonisti tanto da portarti a riflettere ed a dirti che se quei pensieri e quei sentimenti si accendono così forti ed intensi ogni volta, forse questa giornata "battezzata" è l'eccezione che conferma la regola e forse è giusto ribadirla questa giornata.
Trovare le parole giuste per provare a fotografare quei pensieri e quei sentimenti è dura e rischia di essere o sembrare banale.
Allora, cerco di non ripetermi troppo ed affido a parole scritte un po' di tempo fa che sono finite nei miei "Sogni di Tricolor". Non so se sono banali o ripetitive ma rileggendole oggi, queste parole riescono in qualche modo a fotografare parte delle sensazioni nate ed esplose oggi.
Ed allora "..per LEI, ma anche per un'altra LEI. E per tutte le altre. Non tutti i giorni sono uguali.." 
Capitolo (giornata) Ventisei - Senza di me 
colonna sonora: "Ho perso le parole"
“..da quando questa notizia è arrivata, ho vissuto questa settimana in assenza di spiegazioni e parole per un gesto così brutale e meschino, così impensabile e invece purtroppo così troppo e maledettamente frequente. È da far orrore il sol pensare che possa esistere qualcuno chiamato “uomo” come te, che possa compiere degli atti che non riesco a definire e che provocano rabbia, sdegno e conati di vomito. Un’aggressione di un vigliacco che aveva avuto la fortuna di avere uno spazio nella sua vita e che ha deciso di dimostrarsi in tutta la sua pochezza di essere violento rispetto ai sorrisi e al calore che Elena riesce a dare.
Sei bella che fai male, canta Liga, e adesso il pensiero di come ti ha ridotto chi merita di finire i suoi giorni in carcere, cara Elena, fa davvero male. Un fatto purtroppo che sembra “essere sempre molto lontano e di non poter toccare direttamente la propria vita, fin quando non arriva: un gesto insensato, meschino, improvviso e clamorosamente violento come solo la vigliaccheria e la violenza di un’ignobile mano maschile contro la dolcezza di un corpo femminile può essere.
Forse non servono parole a risolvere certe situazioni e forse non riesci nemmeno a trovarle, ma gesti anche simbolici ti danno l’illusione di poter essere d’aiuto...”

domenica 19 novembre 2017

Poca roba, anche meno

Kiave di lettura n° 262
Campionato - 13^
SPAL - FIORENTINA = 1-1
GOAL: Paloschi, Chiesa
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Bella uscita bassa su Borriello ad evitare il raddoppio
Gaspar 6
Tra i meno peggio nel primo tempo provando a spingere, sparisce un po' nella ripresa pur provandoci sempre
Pezzela 5,5
Forse la prima partita insufficiente da quando è a Firenze, solita grinta ma in ritardo sul gol e con quel cartellino si limita tutta la partita
Astori 5+
Da capitano prova a tirare su la squadra ma è poco presente ed in difficoltà anche contro un attacco modesto (due falli emblematici a limite dell'area su Floccari e Paloschi)
Maxi Olivera 4,5
In sofferenza dopo dieci secondi, primo tempo da dimenticare
Benassi 5
Sparito rispetto alle ultime uscite
Sanchez 5
Ci mette grinta ma non basta, giocate quasi imbarazzanti da regista
Veretout 5
In tremenda ombra
Chiesa 6,5
Confusionario, corre in molti momenti sembra voler far tutto da solo ma è l'unico salvagente a cui affidarsi e per fortuna trova un gol che vale il pareggio
Simeone 5
Inesistente fino alla chiusura del triangolo con Chiesa, da lì un po' si rianima ma poca roba
Gil Dias 5+
Prova qualcosa ma regolarmente sbatte sugli avversari, la volontà c'è. Nella ripresa con quattro mete mette fine alla sua partita
Babacar 6
Entra nella ripresa e in quattro minuti si merita la sufficienza con l'unico tiro in porta per circa 80 minuti
Saponara 5,5
Non entra in partita, non toccando praticamente palla fino al mezzo recupero per Chiesa sul gol
All. Pioli 5
Materiale scarso, siamo tutti consapevoli. Ma il gioco è praticamente nullo e di fronte c'era la Spal non Roma o Juventus..
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Olivera
LA PARTITA
Dopo la delusione "preventivata" dell'ultima partita pre-pausa nazionale e dopo la sorpresa tanto gradita dell'eliminazione per mano svedese della stessa ridicola squadra azzurra, ritornava il campionato ed arrivava la novità di Ferrara con la visita alla Spal di Semplici, fiorentino doc. 
Senza Badelj, Thereau e Laurini i cambi erano "obbligati", a sinistra invece Olivera gioca per scelta tecnica. Tutto da vedere con che spirito, sostituti e titolari si sarebbero ri-affacciati a questo campionato. Dopo dieci secondi Olivera viene doppiato da Lazzari sulla fascia (poi il cross non produce effetti) e tutto lascia intendere che da quella parte non sarà una domenica facile. In realtà è l'unico sprint degno di nota per circa una mezz'oretta, dove si conta solo una punizione che spiove in area viola e per poco Felipe non regala la nuova puntata della legge dei gol subiti da calciatori impossibili. Dopo, poco da segnalare fino ad un triangolo Gil Dias/Chiesa insistito che porta ad una carambola sul palo di Simeone ed al gol di Chiesa; ma il tutto in realtà era a gioco fermo per fuorigioco del portoghese.
Poco altro fino a quando l'impossibile suddetto diventa quasi "REALTA' E C'E' CHI NON SBAGLIA MAI" sottoporta e ne approfitta. Felipe ci riprova, stavolta prende il palo, mentre Paloschi ci riesce, a porta vuota, e colpisce. Spal in vantaggio e noi sbandiamo tanto che tocca a Sportiello con un'uscita bassa su Borriello evitare il raddoppio. All'intevallo è un misto tra "mah" e "boh".
Si ricomincia con Baba per Olivera (tra i peggiori, anche se è una bella lotta..."giocare in quattro l'è dura" "chi sarebbero i quattro?" "in effetti") e subito Baba fa qualcosa che era stato ignoto per tutto il primo tempo: tira in porta e para bene Gomis. Sembra l'inizio di qualcosa di buono ma in realtà, tranne Chiesa che vince "tre rimpalli come giocata migliore" e spara non lontanissimo dal sette ed un tiro di Sanchez respinto da un difensore, è tutto molto simile al primo tempo. Qualche meta di Gil Dias poi sostituito, Chiesa che insiste a far tutto da sè, Simeone che fa chiedere "ma indol'è? Deve essere alla Guerrina". Questo mix fa davvero credere che rimetterla in sesto è roba dura. Invece a dieci dalla fine Saponara dà un segno di vita, la tocca a Chiesa che fa da sponda con Simeone e pareggia. Si accende una partita che sembrava morta con lo stesso Chiesa che provoca l'espulsione di Oikonomu e con Simeone che sembra in qualche modo "vivo". Ma è tardi e finisce 1-1.
Onestamente poca roba. Quando dopo le sconfitte di Chievo e Crotone arrivi a Ferrara e giochi una partita del genere non può più essere un caso. Primo tempo inguardabile con due terzini (scusate per il termine forte) come Gaspar ed Olivera che per caratteristiche ti costringono a cambiare schema dopo dieci minuti perchè non tieni e ti tocca mettere la squadra a tre dietro contro la Spal che onestamente è sembrata volenterosa ma davvero pochissima roba (tanto da far chiedere "ma come s'è fatto a prendere gol?"). Nella ripresa trovi il primo tiro in porta dopo tre minuti e il successivo a dieci minuti dalla fine. Gioco non se n'è visto, mentre si sono visti tanti giocatori meritevoli di insufficienze nette. Lo schema di gioco che cambia dopo dieci minuti, lascia intendere che qualcosa è andato storto nella programmazione di una partita non impossibile, per di più dopo quindici giorni di "studio". Sposti a quattro il centrocampo con due terzini esterni (svuotandolo di peso e sostanza) e Gil Dias che è esterno lo metti dietro le punte con il Cholito spento peggio di una candela e Chiesa che punta non è. Il materiale a disposizione sarà anche poca roba, tutti consapevoli, ma mi pare che in questo momento anche l'idea di squadra-gioco-identità sia poca e lo dico basandomi su partite onestamente ampiamente alla nostra portata. Viviamo di strappi e su uno di questi Chiesa ha preso un punto. Il baby figlio d'arte insiste troppo sulle azioni individuali, ne azzecca poche ed è troppo nervoso, ma è l'unico in questo momento che ti lascia sperare in qualcosa e nella totale assenza degli altri , come fai a fargli le pulci? A Ferrara si poteva e doveva fare di più e meglio per ripartire con un piede diverso. Bastava, azzardo, fare qualcosa. Ed invece.....poca roba, anche meno.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ritmo ritmo ritmo, giusto la macchina...certo se il Cholito l'è uno dei meglio..."

lunedì 13 novembre 2017

A come Apocalisse e come Accenti

Kiave di lettura n° 261

...
"Apocalisse"
"Catastrofe"
"Dramma"
"Macchia indelebile sulla carriera"
"Impossibile pensare altro, ci qualificheremo"
"L'ultimo mondiale e mi ritiro"
"Col cuore e con la tecnica"
"Morire sul campo"
"Andremo ai mondiali"
"Rispetto per gli avversari ma siamo più forti della Svezia"
"San Siro ci prenderà per mano"
"Impossibile un mondiale senza Italia"
...
E poi alla fine 
E "TUTTI LA LA LA LA LA LA LA ...LA LA LA LA LA LA LA...." ma soprattutto...
foto di Passione Fiorentina

lunedì 6 novembre 2017

A mezzo


E' già da un po' che non "sento" più le notizie che arrivano dalla politica. 
Però.
Oggi devo davvero fare i complimenti al Movimento Cinque Stelle. Perchè nella giornata di un tonfo epico del PD in Sicilia con percentuali da prefisso, forti tra l'altro dell'alleanza con il partito dallo ZeroVirgola di Alfano, cinque secondi dopo questa clamorosa sconfitta, gli esponenti M5S sono riusciti nell'intento di dare argomenti nuovi allo stesso partito democratico per svicolare dalla disfatta. Non solo, non contenti sono anche riusciti a dargli elementi per fare quasi (quasi...non esageriamo) bella figura, disertando il confronto TV di domani richiesto da loro stessi, organizzato da loro stessi, preteso da loro stessi.
Grillo un tempo avrebbe commentato qualcosa del tipo "sono come quelli che fanno a mezzo, uno perde rovinosamente e l'altro gli dà elementi per parlare d'altro ed addirittura per far bella figura". Un tempo.

Provato a metà

Campionato - 12^
FIORENTINA - ROMA = 2 - 4
GOAL: Gerson, Veretout, Gerson, Simeone, Manolas, Perotti
LE PAGELLE
Sportiello 5,5
Non perfetto sul secondo e terzo gol, salva su Dzeko nel primo tempo e Perotti nel finale
Gaspar 5,5
Nel finale crolla e regala il quarto gol alla Roma
Pezzella 6
L'unico sul pezzo per novanta minuti, pur faticando in alcuni momenti
Astori 5,5
Nella ripresa soffre Dzeko e non sembra al meglio
Biraghi 5
Fa diventare Gerson un'ala imprendibile. Mezzo punto in più per il bell'assist per Simeone
Benassi 5,5
Corsa, tanta ma poco, poco altro
Badelj 4,5
Propizia il gol iniziale della Roma e non becca più un passaggio nemmeno di pochi metri
Veretout 6,5
Corre, dà sostanza e trova un gol notevole. Tra i pochi a salvarsi
Gil Dias 5,5
Assist importante a Veretout poi si perde fino ad uscire
Simeone 6--
Voto difficile, bel gol ma poi non tiene una palla che sia una e non è più pericoloso
Chiesa 6+
Primo tempo fatto di strappi ed un'occasione che centra il palo. Cala nella ripresa ma il cambio è poco comprensibile
Babacar 5,5
In difficoltà sulla fascia trova uno spunto concluso debolmente
Sanchez 6-
Porta legna in mezzo al campo
Esseryc 5,5
Entra poco in partita tranne un buon passaggio
All. Pioli 5,5
Primo tempo la squadra resta in gara poi secondo tempo praticamente scomparsi e cambi...."un po' così"...
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA:
Serviva un'impresa, lo sapevamo. Giocavamo contro una delle quattro squadre di un'altra categoria (più due adesso comunque più forti di noi) e già sapevamo che sarebbe servita una prova "perfetta" o quasi. Purtroppo la cabala da "storia fiorentina" portava tutti gli indizi verso Gerson. Esterno, mai in gol, era scritto. Tanto che prima di cominciare mi sento di avvisare l'inviato romano "guarda gerson eh". Ed infatti, quattro minuti ed il suo primo gol in A arriva, comodo comodo con Biraghi che sta a guardare. "Unnò dovrebbe mica fare" direbbe il capitano ed infatti 'undovrebbe, ma tant'è. Ancora da capire se Gaspar può far danni e se Gil Dias può essere meno fumoso del solito e siamo già sotto, ancora da capire se possiamo sperare in un recupero che Gil Dias lascia la sua etichetta di "bellino ma inutile" per piazzare un grande assist per Veretout e siamo 1-1. "La comincia ora" ci diciamo ed in effetti la squadra sembra crederci di più anche se serve un gran Sportiello su Dzeko per rimanere in piedi. L'acqua ci fa compagnia con scrosci "GENEROSI LI' SEMPRE LI'" in quella curva che vede di nuovo Gerson sembrare Garrincha e piazzare un tiro che riporta la Roma davanti. Sembra durissima adesso, fino a quando sentiamo pronunciare la stessa frase di qualche domenica fa: "io mi assento un attimo" con quell'accento fiorentin/brasiliano dal nostro personale RomulEnry. Sale la fiducia e così addirittura Biraghi piazza un cross perfetto per Simeone che stacca perfettamente: 2a2. Chiesa ci crede più di tutti, punta la difesa e ci prova, ma trova Alisson e palo e così all'intervallo si va sul pareggio.
Rientriamo in campo spenti e dopo pochi minuti siamo di nuovo sotto. Da un angolo palla in area piccola, spalla di Manolas, Sportiello poco reattivo e sono tre gol giallozzozzi. Non riusciamo ancora a crederci e la squadra sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda. Mentre l'acqua comincia ad essere insistente, speranze e fuochi di reazione vengono pianopiano spenti del tutto. Gil Dias non trova lo spunto, il Cholito fa poco o niente, confidiamo sempre e solo nello spunto di Chiesa che però è in calo. Arrivano i cambi e riguardano un Badelj poco guardabile ed infortunato e lo stesso FedericEnrico tra l'incredulità di tutti. Non siamo praticamente più pericolosi se non per qualche giocata sbagliata che lancia il contropiede avversario e da uno di essi Perotti scherza Gaspar e fa la chiusura temuta. 2 a 4.
Non era la partita più facile con cui ripartire dopo Crotone, sapevamo che era un'avversaria di un'altra categoria e che veniva a Firenze per proseguire una corsa non alla nostra portata. Per un tempo abbiamo retto, ma le partite durano due tempi. La cosa triste è aver smesso di giocare e sentire quasi un coro di "in fondo era la Roma" come a giustificare quattro gol presi in casa e quarantacinque minuti di assenza. Certo, per carità, era la premessa iniziale ("serviva un'impresa"). Però. Anche le avversarie più forti possono essere battute e noi ci abbiamo provato solo per quarantacinque minuti. Peccato. Davvero. Così come è un peccato vedere sempre di più confermato quella sensazione di arrendevolezza di fronte all'evidenza di una squadra che da possibile "agganciata" all'Europa sta scivolando in una metà classifica un po' anonima. Questo ancora di più, Peccato con la P maiuscola. Adesso pausa nazionale, tanto per rimanere in tema di notizie belle (SIGH doppio).
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Gerson? Dio Bono, capocannoniere da anni..."

sabato 4 novembre 2017

Una splendida disobbedienza

Kiave di lettura n° 260

Questo fine settimana, nuova puntata e nuovo volume da aggiungere sulle mensole della mia personale libreria. Ecco quindi la Kiave di lettura di questa settimana
ANDREA FRANZOSO - "Il Disobbediente" - Paper First
Da quando il Fatto ha fatto nascere una nuova casa editrice, Paper First, quasi in automatico e "sulla fiducia", ad ogni pubblicazione il giornalaio da cui ogni mattina faccio tappa, mi aggiunge il libro al quotidiano. Molte volte, sono sincero, ho solo sfogliato le pagine dei libri, rimandando la lettura a momenti successivi, preso magari dal libro di altro genere già in lettura.
Gli argomenti dei libri editi da Paper First sono (quasi sempre) quelli di inchiesta e di denuncia che caratterizzano il giornale sin dalla sua apertura e che vengono approfonditi in modo accurato e dettagliato che un libro necessita. Non sempre quindi c'è la testa e la voglia giusta per una lettura che quindi troppo leggera non è mai.
Per "Il Disobbediente" invece la mia attenzione è stata subito catturata dalle prime pagine, tanto da leggerlo con attenzione e in tempi rapidi. La storia arriva dritta per dritta essendo raccontata da chi l'ha vissuta sulla propria pelle e che ammette di aver scritto questo libro in buona parte "...per rileggere ciò che ho vissuto e riflettere su un'esperienza che mi ha segnato forse per sempre...".
Lo scrittore/protagonista infatti decide di non limitarsi a seguire solo a parole le frasi tipo "ITALIA CHE SI FA O SI MUORE" che tanto riempiono la bocca a molti politici/imprenditori/cittadini, ma banalmente/coraggiosamente cerca davvero di FARLA. In che modo? In quello più ovvio ma anche più rivoluzionario: facendo con professionalità e senso civico il proprio lavoro. Da dipendente addetto ai controlli sui conti di Ferrovie Nord Milano (società a stragrande maggioranza pubblica) si accorge che il presidente destina ai fini personali soldi pubblici. Abiti firmati, viaggi, giochi d'azzardo e un totale di multe private "prese" con mezzi aziendali da far vergogna anche solo a leggerlo (circa 180 mila euro tra presidente e famiglia). Così decide di segnalare internamente la cosa ma non ottenendo nessun risultato se non una cosa del tipo "...impara a farti gli affari tuoi...ecco è proprio questo modo di pensare che odio...è questo il veleno..." decide di passare la denuncia alle autorità. La denuncia sa bene che gli comporterà danni e conseguenze, ma decide comunque di affrontare tutti i passaggi necessari ed in un primo momento di clamore tutti sembrano osannarlo tanto da chiedersi "...dov'era tutta questa gente fino a ieri?..." ma nel tipico sport del carro dei vincitori appena le conseguenze si materializzano per Franzoso anche l'improvvisa vicinanza dei colleghi sparisce. Demansionato ed abbandonato dagli stessi colleghi che lo osannavano vive sulla propria pelle quello che era prevedibile ma che non per questo fa meno male. Nel libro analizza tutta la vicenda lasciando poco spazio a vicende processuali ma aprendo invece la penna allo stato d'animo che lo ha spinto a tutto questo "..ho sentito forte un'esigenza di giustizia, tutto qui..." ed ad un'analisi della propria situazione "..ma è peggio se nella vita non si ha niente o nessuno per cui valga la pena perdere tutto..." per concludere che quella storia scritta inizialmente per sè non alla fine del racconto non è più tale "..la mia storia non è più mia...".
Dimostra, nelle pagine che scorrono bene e si leggono con interesse senza cadere in racconti pietisti e senza la minima intenzione di autodefinirsi eroe, che quel che era solo un rispetto del proprio ruolo e della collettività diventa un atto che diventa straordinario da un lato e meritevole di punizione dall'altro. Dando così la più forte definizione non tanto di se stesso ma della società in cui viviamo.  
BIGNAMI: nella prefazione, Gian Antonio Stella usa questa frase di Martin Luther King "..ci pentiremo non solo per le parole e le azioni odiose delle persone cattive ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone". Mi sembra perfetta per inquadrare il libro e dargli le cinque stelle su cinque di valutazione che merita.

domenica 29 ottobre 2017

Occasione buttata

Campionato - 11^
CROTONE - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Budimir, Trotta, Benassi
LE PAGELLE
Sportiello 6-
Sicuro nelle uscite, sui gol non colpevole ma neanche il tentativo del "miracolo"
Laurini 5
Sul primo gol resta a guardare la giocata di Trotta, in generale in sofferenza
Pezzella 6
Meno brillante del solito ma il più sicuro dietro, considerando che gioca per un tempo da solo in difesa
Astori 4,5
Si perde Budimir sul primo gol, regala palla a Trotta sul secondo. Primo tempo di totale confusione rischiando anche l'autogol, secondo tempo con meno danni ed un salvataggio finale notevole.
Biraghi 5
Poco pimpante e propositivo, in sofferenza in copertura
Benassi 6+
Fino al gol praticemnte nullo, trova il gol che riapre la partita poi torna nell'anonimato nella ripresa e si sacrifica da terzino quando entra Baba
Badelj 5
Praticamente mai in partita
Veretout 5,5
Lavoro oscuro, solita corsa ma molto impreciso
Chiesa 7+
Grinta, corsa, una traversa e le giocate con la palla che scotta sono soltanto sue. Tre possibili assist non sfruttati da Simeone e Babacar. Il più per la differenza con il resto della squadra
Simeone 5
Due buoni palloni di Chiesa non sfruttati, nullo nel tenere palla e nel proporsi
Esseryc 5-
Pari al livello della squadra del primo tempo, molto insufficiente e praticamente non pervenuto
Gil Dias 5+
Per venticinque minuti sembra che non sia neanche entrato, un paio di giocate accennate, poco altro.
Maxi Olivera 5+
Inizialmente si propone anche abbastanza bene poi scompare rischiando anche il rosso
Babacar 5+
Crea scompiglio in area e si muove, ma rischia l'espulsione e non sfrutta un'occasione che poteva portare al pari
All. Pioli 5
Nel primo tempo la squadra merita anche un passivo maggiore, migliora nella ripresa ma di poco. Poco comprensibile il cambio di Olivera, che toglie una carta da giocarsi a partita in corso. I cambi danno poco o niente.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore:Astori
LA PARTITA
Il trittico delle partite in una settimana si concludeva oggi a Crotone, dopo il sei a zero cumulativo rifilato a Benevento e Torino. Per la terza partita, quella a detta del Mister dove "pesa di più la fatica e il calo di tensione" la squadra si presenta con la stessa formazione degli altri due match con il solo cambio di Esseryc al posto dell'infortunato Thereau in una sorta di 4-3-3. Il Crotone ci mette più grinta, voglia e logica; siamo molli e non riusciamo a distenderci mai. Dopo un quarto d'ora sostanzialmente di niente, i padroni di casa ci mettono comodamente in un angolo con la gentile collaborazione di 3/4 della nostra difesa. Laurini dorme su Trotta, Astori su Budimir e rete. Astori "migliora la sua gara" con un passaggio a Trotta che si invola e batte Sportiello. 2-0 al ventesimo. Il Crotone, senza aiutini nostri, non si rende più pericoloso se non con un paio di cross da angolo e qualche tiro centrale dove Sportiello non si allinea ai compagni e si fa trovare pronto. Davanti siamo spenti ed anche l'unica nostra arma Chiesa si accende solo a tratti. Poi dal niente o quasi, Benassi trova lo spunto giusto ed il gol che in qualche modo tiene aperta una partita che sembrava dover finire a favore del Crotone con un punteggio ancora più largo. Primo tempo che si chiude sul 2-1 e visto come poteva andare vien da dire "questa partita alla fine la si vince" (cit). Il mister cambia e mette Gil Dias ed Olivera sostituendo Esseryc e Biraghi, anche se per quanto visto nel primo tempo i cambi dovevano essere 6/7. Sembra che arrivi un po' di scossa ma in realtà a giocarsela ed a crederci c'è solo il 25 che, pur eccedendo in certi momenti in nervosismi o giocate eccessive, rischia, ci prova e ci porta avanti. Una traversa piena, due giocate che portano Simeone e Baba (entrato a metà ripresa per Laurini) ad avere la palla buona per il gol del pareggio ma soprattutto ogni pallone che scotta passa dai suoi piedi. Niente da parte degli altri, che si limitano a non essere più dannosi come nel primo tempo o a buttarsi "tutti in avanti" quando "LE REGOLE SONO SALTATE" negli ultimi minuti, riuscendo a far salire anche Sportiello e non crossare sull'ultimo angolo. Un po' TROPPO poco. Finisce con una meritata sconfitta.
Come spesso accade alla Fiorentina, al momento del possibile "scalino in più" ci fermiamo ed inciampiamo. Niente disfattismi, niente processi. niente "tutto nel cesso". Ma alcune cose saltano agli occhi. Non tanto il fatto che nell'annunciata partita più pericolosa/faticosa del trittico di gare non sia stato fatto un cambio che sia uno, cosa pur da valutare. Parlo di altro. Ad esempio di come, per costruire gioco, siamo legati mani e piedi alle lune di un discreto mediano croato che da due anni ci porta in giro con la voglia di andare in una squadra più forte. Fonti alternative di gioco non se ne vedono. E la sensazione altrettanto pesante è che davanti, in molte occasioni, sembriamo dipendere dalla grinta e dall'elettricità del meraviglioso diciannovenne che pur forte non può essere l'unica nostra arma. Senza disfattismi, ma credo che questi due fattori debbano essere presi in considerazione.
Per il resto, non c'era da esaltarsi dopo tre successi, non c'è da deprimersi dopo una (pesante) sconfitta. Si riparte.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...secondo te, in base al livello della partita, siamo più influenzati noi o il Crotone?..."