lunedì 29 maggio 2017

Buon ritorno in B


"Sono un professionista e non mi sono tirato indietro nel calciare il rigore", il tuo commento dopo che al 90' passato hai tirato e trasformato il rigore della vittoria dell'Empoli a Firenze per poi correre ad esultare come Tardelli in Spagna e farti fotografare festante sotto la Ferrovia.
Ed io ho detto sinceramente: "Giusto così", anche perché per me non hai mai rappresentato nulla di più di uno che beccava tutti gli stinchi del mondo quando andava a crossare e ci faceva beccare gol in quantità industriale quando doveva difendere.
Oggi credo che sarai te quello d'accordo, quando ad esultare per la tua retrocessione e quella della tua squadra sono io, d'altronde "sono un tifoso e non mi sono tirato indietro a gioire".
La nostra stagione resta ridicola, con anche l'onta della sconfitta nella sfida coi cugini di campagna. Ma una piccola soddisfazione GRAZIE a te ed al tuo sempre "simpaticissimo" presidente, ieri me la sono tolta. Buon ritorno nella categoria che meritate. 

sabato 27 maggio 2017

Un viaggio da tante care cose....

Kiave di lettura n° 237
Come direbbe lui...dice che...dice che ci sono viaggi diversi, non turistici, non al "CENTRO DEL MONDO" ma verso un appuntamento importante...dice che sono quelli che meritano il ritorno al post "con cinque foto" che ho rubacchiato da qualcun'altro di importante...dice che ci sono viaggi fissati da calendari che si ripetono costantemente anno dopo anno e di quelli che invece arrivano all'improvviso...e....dice che...#cometesbaji riescono in qualche modo a rapirti. Così è andata a questo giro...nonostante la tua passione sia comune ma di colori diversi così come i tuoi sogni...non puoi che farti rapire appunto e quelle "differenze" diventano piccolezze essendoci alla base ben altro....ed allora...in bocca al lupo e complimenti scrittore con la S maiuscola, te lo meriti proprio....il titolo del tuo libro proprio non riesco a farlo mio, capirai, ma il TANTE CARE COSE a te ed a quel "SesarGomezze" te lo voglio proprio urlare....BUON viaggio... Da non perdere....

La programmazione prima di tutto per un viaggio da non perdere


Per non arrivare impreparati è giusto "studiare"..

Un panorama speciale

Turisti non per caso nei punti di interesse...

La meta del viaggio...riuscita, DA APPLAUSI, per la presentazione, per il libro, per l'autore...che se li merita tutti...ma proprio TUTTI....

martedì 23 maggio 2017

Daje Andrè

Giornate che hanno anniversari importanti certamente da ricordare per chi ha lasciato il suo impegno per ideali e senso del dovere, che cominciano con notizie che rimbalzano dal mondo lasciando tristezza, incredulità e vuoti clamorosi di parole e che proseguono con teste impegnate per impegni abituali e non solo e per il poco tempo per respirare a fondo come si vede ed un senso di stanchezza un po' generale da fine giornata di una settimana iniziata in salita.
Allora ti viene voglia di staccare un po' e la strada giusta "PARTE PROPRIO DA TE". Così prendi una birra e ripensi ad una serata di un novembre fa, quella prima di un "giovedì davvero speciale".
Mi sarebbe piaciuto ricambiare il piacere di quella birra "da in bocca al lupo" pre-presentazione ed allora la bevo sullo stesso divano e lancio il mio in bocca al lupo a chi domani sono sicuramente farà grande mostra di sè nella sua prima presentazione del suo libro, che terrà alla Feltrinelli di Roma  (Via Appia).
Ed allora per lui alzo la birra e brindo; per chi passa da Roma consiglio un salto alla Feltrinelli, per tutti invece piccolo grande consiglio per gli acquisti per trovare passione, aneddoti e amore per uno sport e non solo (anche se in una lingua "sbagliata").
Pare si dica.... "Daje Andrè".... e #cometesbaji ....sicuramente sarà un successo targato "inviato romano". Tanto orgoglioso io, Prosit.

sabato 20 maggio 2017

..tra aperitivi ed antipasti..

Kiave di lettura n° 236
Il "giroingiro" mette insieme altre tappe e dopo il risveglio nella tentacolare città della vita notturna ricca ed affollata eccoci di nuovo con "TU CHE ASPETTI UN PASSO" dopo aver immaginato e cercato domande originali, mentre ottieni invece in loop solo o quasi "sempre amato far del bene" "mai fatto volontariato?" "no, mai ma ne ho sentito parlare".
Ovviamente la sequenza e l'abbinamento di sedi e numeri da attribuire tra te ed il capo è fintamente democratico e realmente scontato, un po' come fare una gara sui 100 con Bolt: parti insieme, lo sparo è sentito nella stessa maniera, la distanza uguale e scarpette/vestiario anche. Ma il risultato è scritto. Lui un fenomeno della corsa, l'altro del defilarsi al momento giusto o scegliere con impassibile freddezza. Campioni di altra categoria.
Dopo la presenza del candidato che avrebbe avuto vita facile con Bollins con la maglietta del Dream Theater non puoi sperare di meglio, può solo complicarsi. Così cerchi di divincolarti tra chi i tuoi tempi programmati li triplica con tentativi di far concorrenza a Novella2000 e chi invece moltiplica numeri all'ultimo tuffo. 
Tra timidezze esasperate, volontari a cui puoi solo stringere la mano, maccheronici tentativi di farsi capire da chi arriva da lontano ma vuole mettersi a disposizione ("tu capire?" "tu piacere questo?" in versione IoTarzanTuJane del nuovo secolo) arriva anche il jolly. "Ho anche fatto uno stage da 3.000 euro con Boldi e De Sica e se non avevo sfortuna ora mi vedevi su canale 5 con loro e magari potevi anche vantarti di conoscermi". Tu pensa la sfortuna e la logica delle frasi. Il relax serale comincia con la presenza della Bibbia sul comodino a sostituire il fondale del giorno prima, commentata così da Bollins "stamani le stelle coi Dream Theater stasera le stalle". Poi il relax viene accantonato e parte la seconda DeejayTen in meno di una settimana, il tutto per trovare un tabaccaio ed un qualcosa di simile ad un locale vagamente aperto per darci una birra precena. Tra il buio totale spicca una porta aperta, entrando però sembra solo un caso il fatto che lo sia. Completamente vuoto, silenzioso. "Vuoi vedere che stanno facendo le pulizie per l'apertura futura". Avanzando un po', una tavolata all'unisono si volta e ci guarda tra il "oquestiichecifannoqui?!?!" ed il "viconvieneuscireedicorsa?!?". Per chi ha visto Gomorra, manca solo l'attacco di un pezzo dei Mokadelic come colonna sonora e poi potrebbe arrivare anche Don Pietro Savastano, l'aria più o meno è quella. Usciamo alla veloce con le nostre birre immaginando i possibili articoli dei giornali del giorno dopo "sparatoria in un noto bagno frequentato da persone affiliate a cosche locali, vittime due fiorentini apparentemente incensurati ma che per essere li in questo periodo...." e ci dirigiamo verso curve e tornanti in serie, tanto da far credere più alla salita verso il Monte Bianco che altro. Ma ogni curva ed ogni tornante saranno ampiamente ripagati da una bella serata a base di ricco antipasto tipico del luogo ed un paio di tazze piene all'esasperazione di arrosticini fantastici. Premio meritato e giusta benzina per il giorno successivo. Non prima però di rischiare di rimetterli tutti, gli arrosticini, per le risate sincere (e un filo preoccupate) quando al rientro, di fronte al bagno che ci ha fornito le birre, vediamo parcheggiata una macchina della polizia. "Meglio non sapere". 
Altro giro, altra corsa, altro loop di risposte con la stessa percentuale di notorietà. "Sai cosa andrai a fare?" "Sì" "Bene, riassumendolo in poche parole, cosa?" "In poche parole non è facile. Però sicuramente lavorare al computer, lavoro d'ufficio, fotocopie...". Vedi che non era difficile beccare tutte quelle che non sono comprese nel progetto? Ma poi ci sono anche quelli che ti lasciano a bocca aperta e un filo colpito emotivamente quando, con una lingua non loro imparata da meno di un anno, ti dicono che "in qualche modo voglio restituire all'Italia quello che mi ha dato da quando sono qui. Non posso chiedere cosa devo fare lo devo fare soltanto". In meno di due righe un concetto così alto da far venire vertigini e mal d'aria a menti salviniane e similari.
Tra un pasto con l'imbuto, un "non mi interessa più" dopo aver sconvolto piani e programmi ma soprattutto tediato l'universo creato, un "perchè c'è anche da avere a che fare con gli ospedali?" ed un "ormai è giusto che realizzi qualcosa visto tutto il tempo che ho perso, altrimenti..." detto da chi ha una carta d'identità che recita 1998 ci rimettiamo in moto. Direzione casa. L'antipasto delle ferie estive col capo è servito, adesso montenegro per digerirlo e farci trovare pronti ai piatti forti che arriveranno a breve.

mercoledì 17 maggio 2017

Girellando....

Si parte e come da copione parte la gara a chi per primo "SBUFFA E TIRA FUORI I CONTI" del piano di attacco con relativo orario da tabella di marcia "tutta calcolata, tutta prevista". Dopo la sosta forzata all'autogrill di cui praticamente siamo non più solo azionisti ma titolari quasi totalitari e dopo l'ennesimo accendino in regalo con cui si potrebbe aprire una rivendita da far concorrenza ai più forniti tabacchi, comincia il ripasso. D'altronde se c'è chi ripassa le canzoni prima di un concerto, chi la poesia prima di un'interrogazione, chi la formazione prima di un match importante, ci puó stare ci sia chi sull'autosole impara che la definizione di calendario attività è uguale a una tabella di x senza continuità e senza distinzione. "Utile mettere fasi, attività e tempi se poi ogni riga ed ogni colonna ha una x". "Tanto 'unsipagano mica, occhè sei tirato anche con le x?". Gira che ti rigira alla fine il tour del centro del capuoluogo rimasto nel cuore, è del tutto rimandato e nasce magone e scoraggiamento nel rendersi conto che rispetto a quel giro, lacrime agli occhi, di un anno dopo davvero poco è cambiato, anzi. Ed il calendario segna 2017. Per riprendersi ma rispettare il "non appesantiamoci sennó invece che far domande si russa le risposte" un bel polpettone condito da polpette di funghi e il pomeriggio ha inizio. "Sai quali sono le attività?" "Si" "Bene, quali sono?" "No, no...tranquillo...le conosco". Ovvai mi fideró. "Hai mai fatto volontariato?" "Si, ho aiutato mio padre" "Bene, lui dove fa volontariato?" "Ha una ditta di giardinaggio". A posto. Tra una perla e l'altra, un aperitivo e un distributore di benzina all'altezza anche con una consonante modificata, ci attende la tentacolare vita notturna adriatica. Ristorante con terrazza e caraffa di birra con inciso il nome della cameriera, "avanti un monte per le analisi delle urine qui". Per il brindisi presonno la scelta cade su una birra "rossambrata peró bionda, perchè il fornitore oggi non me la porta più quella bionda". Usciti vivi dallo struscio frenetico del corso principale, boccata d'aria sul giardino al primo piano della camera e 'bonanotte tra una medusa ed una triglia del primo albergo al mondo che ha rubato all'acquario di Genova tutti i fondali pubblicitari.

lunedì 15 maggio 2017

RegAli con la A maiuscola

Avevo promesso di tenere un cerotto sulla bocca fino a pubblicazione avvenuta, ma se mi arrivano queste dichiarazioni e questi attestati, non riesco a non strappare il cerotto e dire che "VALE LA PENA" rompere la promessa.
E così, dopo la botta di adrenalina di ieri, stamani un'altra bella soddisfazione, GRANDE, molto. Da occhiali scuri.
Grazie inviato romano, davverodavvero GRAZIE. Per ora mi limito a quello, ad un "daje", ad un "tantatantacacca" ed un "tantecarecose" per chiudere.
ps. te l'avevo detto che me ne sarei bullato....

domenica 14 maggio 2017

"Nettamente meglio"

Kiave di lettura n° 235

Non era facile. Dopo una "prima" come quella di anno scorso, tentare il bis era roba da ottimisti. Tenere il passo di quei 57 minuti targati DJ10-2016 non era né facile né scontato, ma sopratutto cercare di ripetere quella domenica da 10 e lode
Armati di pazienza e con il tentativo, non sempre possibile e facile, di un allenamento saltuario a causa dei mille impegni di ognuno, abbiamo deciso di sfidare il rischio flop da bis non all'altezza e ci siamo lanciati di nuovo nell'avventura da maglia gialla e pantaloncini corti.
"I RAGAZZI SONO IN GIRO" anche in questa domenica di maggio, dove il tempo è sembrato voler concedere esattamente un bis a livello di meteo. Caldo, con nuvole amiche a coprire il sole in certi momenti, rimandando grigio e tempo brutto al post corsa. La solita organizzazione, il Capitano come sempre con i preziosi consigli da "dieta pre-gara" e con la dritta del "maglia doppia NON meglio" a rovesciare il consiglio di anno scorso ed ovviamente da bravi gregari abbiamo seguito il consiglio, ed a posteriori menomale. Infatti il caldo e la corsa avrebbe avuto un ostacolo con la doppia maglia e soprattutto il simpatico profumo postgara sarebbe stato nettamente ampliato. Invece così....per usare le parole del capitano "nettamente meglio"
Dopo il solito caffè pre-partenza (sei caffè e due bottigliette d'acqua che son diventati una trentina a forza di chiederli), ed il solito regalino alla struttura, ci siamo avviati in quella che sembrava "una manifestazione della Stabilo Boss" . Incolonnati cercando la logistica giusta per la corsa, tra cuffie/controcuffie/diretteFB improvvisate/foto ed un'attesa che sembrava non terminare mai nonostante il Trio Medusa ogni tre per due ci regalasse il conto alla rovescia che nemmeno al Veglione dell'Ultimo dell'Anno. Poi è toccato anche a noi partire, con il sole che sembrava non mollarci e con la coda davanti a noi che piano piano prendeva movimento e si allentava. Il patto, come anno scorso, era quello di andare ognuno con il proprio passo con appuntamento fissato "sotto il cavallo accanto all'ambulanza di Gabry" a corsa finita.
Appena il tempo di prendere di nuovo confidenza con la "magliettata gialla avanzata dall’anno scorso" che il percorso prevede l’immediata salita verso il Piazzale. Ci sgraniamo sin da subito e quindi a farmi compagnia verso la salita è solo la playlist creata per l’occasione. Parte a mille all’ora con un "Urlando contro il cielo" live che fa allungare subito passo e gambe e quasi come se vedesse il mio passo spedito, il random a ruota propone Vasco che mette in guardia con i suoi "Guai". Sembra vederla lunga visto il dolorino che sembra non abbandonarmi dietro la coscia. Contrariamente ai timori, piano piano si scioglie così come l’andatura che prende spunto dalla splendida sensazione di salire circondati solo da una corsa comune in un magico susseguirsi di curve e tornanti e l’umore piano piano prende la giusta piega. "Gino e l’Alfetta" è la giusta traccia per prendere ritmo e continuare l’ascesa cosa ancora più facile con la "bonjovata" versione "Livin’ on prayer" che non può che far pensare al significato forte ed originale (targato ovviamente capitano) del termine e mi apre un sorriso. Dopo una breve sosta "stile Ghigio" si incomincia ad intravedere lo spettacolo più bello. La terrazza di Firenze, la magia incontrastata del Piazzale. Penso che il random sarebbe perfetto con Liga, ma invece mi propone "Friends will be friends" e mi viene da sorridere soddisfatto. L’ascolto attentamente mentre non riesco a togliere gli occhi di dosso a quella magnificenza alla mia destra. Mi accorgo di riuscire a godermi molto di più il panorama e tutto quel che mi circonda rispetto all'anno scorso. Molto di più a testa alta e quando Freddie lascia il posto a Il Cile si avvicina il punto ristoro, come l’anno scorso fondamentale per recuperare energie e ricaricare le pile. La discesa verso Porta Romana è uno spettacolo. Sento le gambe andare perfettamente ed il Fano con il suo "Booster" mi accompagna nel modo migliore, fiorentinità, rock e un sorriso soddisfatto.
Il tratto per arrivare ai ponti tanto temuti è più lungo di quanto ricordassi e pensassi ma ho ancora la spinta della discesa a darmi benzina. Sembra molto più affollata la corsa, vedo anche i palloncini che segnalano un buon passo. Sarà per questo che i ponti non lasciano grande tracce sui polpacci e nel fiato, grazie anche a Liga ed i Rio. Ormai manca l’ultimo tratto, quello che porta in piazza della Repubblica e poi al Duomo. E’ quest’ultimo a "mettere i brividi"; correrci intorno, ammirandolo ad un passo mette orgoglio, forza e l’onore di essere lì da fiorentino ad ammirare il simbolo principale della città del giglio. La bellezza di Firenze in dieci km, la fortuna di averla come città natale, la splendida fotografia di una via Calzaiuoli che vede prima di Piazza della Signoria il tanto sospirato traguardo. Lorenzo con "ti porto via con me" mi accompagna al traguardo con ancora la forza di spingere per il finale. Sono davvero soddisfatto e quel "nettamente meglio" del Capitano come sempre si accompagna perfettamente alla giornata, anche se nato per ben altri “sapori” che non quelli della soddisfazione all’arrivo. 
Il tempo si ferma qualche secondo sopra i 55. Una gran soddisfazione. Una splendida medaglia da mettere accanto a quella altrettanto splendida di anno scorso. 
Ma il meglio deve ancora arrivare. Parlo  di veder arrivare il resto del gruppo e con ognuno scambiare un lungo abbraccio e vedere stanchezza, sorrisi e soddisfazione di tutti unirsi e contaminarsi. 
Dal capitano che finalmente se l’è goduta fino alla fine alla faccia di caviglie stronze e che vedo raggiante tanto da farmi aprire un sorriso sincero ed unico ad un brillantissimo secondo arrivato che mi lancia la sfida per l’anno prossimo suggellata da un grandissimo abbraccio e da un sincero "sarebbe un onore" come risposta al suo "il prossimo anno ti batto", dalla spalla sicura che magari sperava in qualcosa di meglio ma che dopo un attimo di recupero si scioglie nel solito immenso essere grande ed unico come solo lui sa essere al balordo DOC che tra selfie, fermate e shopping in via Calzaiuoli rende come sempre tutto più speciale, proprio come lui ed il suo "mi raccomando" finale ed all'esordiente che è uno spettacolo vedere finalmente rilassato, contento e soddisfatto di una 10km che come novità assoluta gli metteva il giusto “?”. Mentre recuperiamo la preziosa supporter/tifosa/fotografa che come sempre colora al meglio il nostro gruppo e ci avviamo verso la meritata dose “di malto” mi guardo intorno. Per un attimo la straordinaria bellezza di Firenze viene affiancata da una bellezza ugualmente importante. E ricordando quel “Friends will be friends” ascoltata e canticchiata al Piazzale, sorrido e come su quella terrazza splendida sulla città più bella del mondo e come sotto il Duomo, mi sento davvero fortunato. E stavolta Firenze fa solo da cornice, la fortuna è ben altra ed ha un color "giallo stabilo boss"Alla prossima, sicuro che ci sarà.

sabato 6 maggio 2017

Nemico molto prezioso

Kiave di lettura n° 234
A volte gli spunti per la lettura di libri nascono da indicazioni, suggerimenti o da vere e proprie sollecitazioni. In  questo caso, è una vera e propria "dritta" che il solito prezioso "inviato romano" mi ha dato e che voglio condividere con voi.
AMELIE NOTHOMB - "Cosmetica del nemico" - Voland
La dritta era "se cerchi un testo con molto dialogo che fili che è un piacere questo è il libro giusto" ed accanto alla dritta ho trovato anche il libro "Cosmetica del nemico". Ringraziamento quindi doppio.
In effetti non avevo mai letto un libro simile, un libro che "FAI PRESTO A" paragonare ad un copione di un dialogo teatrale. Tranne due mezze pagine, iniziale e finale, tutto il testo è organizzato in dialogo, battuta e controbattutta. Potrebbe sembrare pesante affrontare un'ottantina di pagine solo di botta e risposta ma in realtà la scrittura riesce a far sembrare il dialogo molto più simile ad una descrizione letteraria ed ad un racconto che non ad un semplice dialogo. A questo si affiancano battute non banali e che lasciano interpretazioni e considerazioni "..le vittime non hanno il diritto di difendersi..", "..uno gli parla d'amore e quello ti risponde come se partecipasse ad un dibattito politico..", e che innescano nel lettore curiosità ed interpretazione di storia e considerazioni che permettono una lettura personale del dialogo e della scena che viene rappresentata dallo stesso. Ci sono considerazioni personali dei personaggi "..lei disse "non bisogna mai niente"..", "..nulla è più potente di una mente animata dalla fede..", "..ci vuole più coraggio di quanto lei pensi per essere contro la pena di morte.." che indirizzano il lettore verso interpretazioni e soprattutto preparano un finale in certi momenti intuibile ma comunque piacevole da scoprire. Da una sala di attesa di un aeroporto ed un incontro inizialmente noioso, poi infastidente e poi molto altro si arriva alla parte più profonda della mente umana: sembrerebbe un percorso difficile, lungo e per niente scontato, ma il correre veloce del dialogo lo permette senza troppi ostacoli e senza far perdere mai il filo della storia. Ma soprattutto quello che trascina è la voglia di arrivare a scoprire il finale esponendosi al rischio della delusione/banalità o alla soddisfazione del "lo sapevo io" ma in fondo citando l'autrice stessa "..il rischio è la vita stessa, non si può rischiare altro che la propria vita. E se non la rischi non la vivi..". 
BIGNAMI: esordio per autrice e tipologia di libro davvero da premiare con quattro stelle piene su cinque di valutazione e ringraziamento confermato all'inviato in versione suggeritore (e non solo) di libri.

lunedì 1 maggio 2017

La più bella nella città più bella

Kiave di lettura n° 233
E ti capita di percorrere via Verdi verso i lungarni ed improvvisamente trovarsi con sulla sinistra una magia.
Nel percorso del cuore della "più bella del mondo" ti imbatti nella più bella delle più belle. Una di quelle piazze, o meglio LA piazza, che ti permette di rimanere coi "SOGNI MEZZI APERTI" e di incrementare ammirato gli altri mezzi che ti restano.
Sarà il DNA che mi è stato passato ma quando arrivo di fronte a quella Piazza mi si illuminano gli occhi e mi si apre un sorriso beato e da persona fortunata nel poterla ammirare.
E' quella che definisco la più bella nella città più bella. Ha il fascino di Firenze, la poesia di Dante ed i colori meno confusi di una piazza che si allarga e si apre alla gente che passeggia senza la calca delle zone più centrali. Passandoci rivedo me da piccolo che esco dal bar della mia infanzia mentre corro via dalla mano che mi accompagna fino alla piazza, vedo le immagini in bianco e nero dei racconti di infanzie di altri, vedo i miei occhi spalancati al primo corteo del calcio storico, alla prima partita degli Azzurri ed al primo concerto oltre transenna.
E' "la mì piazza" direbbe la donna con gli occhiali. E' Piazza Santa Croce. Una vera e propria magia. La più bella nella città più bella. E un bel po' è anche la "mia di piazza".